di Andrea Fantucchio
Cure di bellezza, messa in piega, all'occorrenza persino agopuntura, da oggi le signore di Avellino ne dovranno fare a meno: le attività erano svolte in locali non idonei e senza autorizzazione. Il Suap (Sportello unicità attività produttive) aveva richiesto la chiusura per mancanza dei requisiti: un appello senza risposta. Così è arrivata l'ispezione dei vigili urbani, agli ordini del colonnello Michele Arvonio. I caschi bianchi hanno apposto i sigilli a un'attività di via Vasto poco distante dalla Galleria Mancini. Durante l'ispezione poi l'attenzione degli investigatori si è rivolta a una stanza nella quale esercitava un medico di Solofra. Fra i servizi offerti: proprio l'agopuntura svolta – per l'accusa – in un locale non idoneo con destinazione d'uso di deposito al piano interrato.
Il titolare del centro è stato denunciato per esercizio abusivo della professione medica, nello specifico attività chiropratica, oltre ad altre contestazioni che riguardano un presunta assenza di autorizzazione e smaltimento illecito di rifiuti.
Con la Riforma Lorenzin il reato di esercizio abusivo di una professione ha assunto nuove caratteristiche, con l'introduzione di previsioni particolarmente stringenti per i falsi medici. Il nuovo articolo 348 del codice penale prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 10mila a 50mila euro per chi svolge abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato. In caso di condanna è prevista la pubblicazione della sentenza e le cose che sono state utilizzate per commettere il reato.
L'ispezione dei vigili urbani rientra in un piano di controllo più ampio della Municipale. L'attenzione dei caschi bianchi è puntata su attività, come quella sequestrata, che per essere svolta necessitano delle adeguate autorizzazioni e spazi idonei. Controlli che continueranno anche nei prossimi giorni e si estenderanno a macchia d'olio oltre il centro città.
