Avellino, arrestato pusher con la cocaina: spacciava ai tifosi

Arrestato 43enne, noto ultrà. La Mobile ha sequestrato 120 grammi fra coca, hashish e marijuana.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Quando l'hanno fermato in tasca aveva ancora quei biglietti: destinazione Terni per seguire l'Avellino suo grande amore. Una partita da dentro o fuori che un tifoso come lui non si sarebbe perso per nulla al mondo. E invece la notizia della salvezza della sua squadra del cuore l'ha appresa da dietro le sbarre di una cella a Bellizzi. Decisive quelle diciassette dosi di cocaina ed «erba» che gli agenti hanno trovato proprio di fianco ai biglietti. Il resto della droga ce l'aveva nello zainetto: una trasferta “stupefacente” stroncata sul nascere gli investigatori della Mobile, agli ordini del primo dirigente Michele Salemme.

Non è stato un blitz casuale. I poliziotti della sezione antidroga aspettavano da tempo un passo falso del 43enne, che apparteneva al gruppo «Ultras» dei tifosi biancoverdi. Ne hanno studiato i movimenti, le frequentazioni, soprattutto a ridosso delle partite. Sono seguiti appostamenti e pedinamenti durati settimane. L'ispettore superiore Roberto De Fazio non aveva dubbi: quell'uomo, incensurato e insospettabile, era il pusher di molti tifosi bianco-verdi. E la droga la smerciava prima delle partite, al tornello ci arrivava pulito. Ieri pomeriggio è stata raccolta la «prova regina». Gli agenti non si sono fermati alla perquisizione personale ma hanno passato a setaccio anche l'abitazione dell'indagato. In cucina un barattolo sospetto: niente marmellata, solo cocaina, hashish e marijuana. Per un totale di 120 grammi destinati a un bel po' di acquirenti: questo almeno è quanto pensano gli investigatori della Mobile che hanno arresto il 43enne con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

A supervisionare l'indagine è il sostituto procuratore, Luigi Iglio. Sono state sequestrate anche banconote di vario taglio, bustine di cellophane e un bilancino di precisione. Per ora l'indagato non ha detto una parola. Potrebbe «rifarsi» nell'interrogatorio di garanzia che arriverà nei prossimi giorni. Quando sarà affiancato dall'avvocato Fabio Tulimiero. L'operazione di ieri riaccende i fari su un consumo di cocaina che, ad Avellino, non è mai diminuito. Le indagini della Mobile lo hanno solo confermato: prezzi accessibili e facile reperibilità fanno della polvere bianca la droga prediletta di tanti, anche giovanissimi.