Cani mutilati per bellezza, inchiesta in Irpinia: 10 indagati

Un'indagine che coinvolge più di venti procure. Anche Avellino: nel mirino dei veterinari.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Cani con le orecchie mutilate per vincere le esposizioni. False malattie per autorizzare le amputazioni. Un mercato da cifre importanti. Un inchiesta a tratti sconvolgente che investe anche l'Irpinia. Maltrattamenti di animali e falso: questi i reati contestati, a vario titolo, nell'atto di accusa dei piemme avellinesi notificato a dieci persone fra le quali diversi irpini. Nel mirino anche un veterinario che esercita nell'hinterland di Avellino. Non l'unico medico ascoltato: gli altri hanno respinto ogni accusa, «disconoscendo» i certificati contestati che avevano in calce il timbro del loro studio.

Per gli inquirenti c'era un'associazione che si occupava delle mutilazioni dei cani per accontentare decine di clienti che arrivavano da tutta Italia. La consegna degli animali avveniva al casello autostradale di Avellino-Ovest. Pochi giorni dopo il cane operato veniva riconsegnato al proprietario. Sono già diversi gli indagati ascoltati dai magistrati. Il mercato – per l'accusa- era rappresentato principalmente dagli American Staffordshire Terrier (Amstaff): una razza molto diffusa nelle esposizioni canine. Dove, per inciso, i cani mutilati dovrebbero essere vietati ma poi riescono ancora a entrare e, spesso, vincere.

Un'indagine che si incrocia con quelle di almeno venti procure italiane. A fine febbraio l'operazione «Dirty Beuty» aveva portato alla luce un mercato sommerso da migliaia di euro a Roma. Dobermann, cani corsi, pitbull, proprio Amstaff, venivano mutilati grazie ai certificati rilasciati da veterinari compiacenti. Una «bellezza crudele» che assicurava lauti guadagni agli indagati: si parte dai tremila euro per cane, ma il valore può moltiplicarsi di trenta quaranta volte per i “campioni”. Più vinci gare più sale il prezzo dell'animale.

Un mercato succulento sul quale in tanti vorrebbero mettere le mani e, in questo caso, i bisturi. La caudotomia  e l'ochiectotomia - nome tecnico delle mutilazioni – sono vietate se non sorrette da motivazioni medico-veterinarie che salvaguardino la salute dell'animale. Ma trovata la legge, fatto l'inganno: dal 2011 basta un certificato medico e relativa cartella clinica che l'operazione può essere autorizzata. Non solo code e orecchie: cresce il numero anche di operazioni per il taglio delle corde vocali e l'asportazione delle unghie e dei denti. Un'inchiesta che era stata amplificata dalla cassa di risonanza del programma Striscia la Notizia. Le telecamere di Mediaset avevano mostrato esempi di un mercato della crudeltà sugli animali che anche in Italia, purtroppo, è sempre più diffuso.