di Andrea Fantucchio
Continuano le testimonianze degli operai dell'Isochimica nel processo a carico di ventisette persone accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale, omissione in atti d'ufficio. Sono stati ascoltati Emilio Matarazzo, Francesco Della Sala, Giuliano Benincasa, Rosario Angellotti, Pasquale Bruno, Aristide De Vivo. Nella prossima udienza in programma l’8 giugno toccherà al Prefetto Cinzia Guercio.
Giuliano Benincasa, ha raccontato come nello stabilimento venisse «giù di tutto e si usavano i flex per rimuovere il catrame col quale era fissato l’amianto. Gran parte del metallo veniva raccolto anche a mano in sacchi di plastica, poi si usava anche l aspirapolvere in attesa del sopralluogo dei dipendenti di Ferrovie, che arrivavano in reparto indossando camici bianchi».
Rosario Angellotti ha raccontato di "Aver iniziato a lavorare nel 1980. Con un corso di smontaggio e rimontaggio delle carrozze. Eravamo in sette capisquadra. Nello stabilimento c'era anche l'ufficio dei Ferrovie dello Stato i loro dipendenti dovevano verificare il nostro lavoro".
Sugli addetti al controlli il teste ha chiarito che "L'ingegnere Izzo era negli uffici di direzione, mentre De Luca stava in reparto a seguire l’avanzamento dei lavori. Ad entrambi abbiamo comunicato i timori sulla nostra salute".
La difesa degli imputati è affidata, fra gli altri, agli avvocati Antonio Falconieri, Claudio Frongillo, Generoso Pagliarulo, Carmen Picariello e Alberico Villani. La difesa delle parti civili è rappresentata, fra gli altri, dagli avvocati Ennio Napolillo e Angelo Polcaro.
