Avellino, beccati a rubare batterie dai ripetitori telefonici

Avevano colpito nel capoluogo. I due sono stati fermati a Summonte dai carabinieri.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Lo hanno visto con le manette ai polsi, scortato dai carabinieri. Lì a San Tommaso, popoloso rione di Avellino, c’era già stato con il complice circa mezz’ora prima. Erano le 16.30. La coppia era specializzata in furti di batterie dai ripetitori telefonici. Questo almeno è quanto sostengono gli investigatori che si occupano delle indagini.

Dopo aver “colpito” ad Avellino i due indagati si sarebbero spostati nei pressi delle antenne telefoniche di Summonte: ed è lì che i carabinieri li hanno beccati ancora a “lavoro”. E’ stata sequestrata anche un’auto che apparteneva ai due uomini, padre e figlio, entrambi del napoletano: all’interno c’era parte della refurtiva, sedici accumulatori energetici, anche pezzi rubati a San Tommaso dove gli investigatori si sono poi recati in compagnia di uno dei due uomini arrestati. I carabinieri hanno poi chiamato le compagnie telefoniche che gestiscono i ripetitori presi di mira. Un arresto in flagranza che costerà ai due indagati un processo per direttissima con l’accusa di furto aggravato. Domani avranno l’occasione di offrire la loro versione dei fatti in aula, poi il magistrato deciderà se convalidare l’arresto.

Non si tratta del primo furto di questo tipo in zona. A settembre dello scorso anno tre napoletani erano stati fermati in periferia ad Avellino con l’accusa di tentato furto. In quell’occasione a dare l’allarme era stati dei dipendenti di un’azienda telefonica che avevano notato la presenza dei ladri immortalati dal sistema di videosorveglianza. I tre erano stati fermati prima che potessero commettere il furto. Così era scattata la denuncia.

I colpi di questo tipo sono molto diffusi perché la componentistica sottratta può essere facilmente rivenduta al mercato nero. Proprio nell’hinterland napoletano sono numerose le attività di riciclaggio di questo tipo. Rischi minimi per i ladri che, se non vengono fermati in flagranza di reato, rischiano al massimo una denuncia.