Truffa da 34 milioni, 6 indagati ad Avellino: funzionava così

I dettagli della maxi-truffa da 34 milioni di euro. Avellino giocava un ruolo decisivo.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Una truffa da 34 milioni di euro in due anni. Una delle basi dell'associazione criminale era in Irpinia. Tutto è nato dalla cifra usata per pagare il sicario dell'architetto Alfio Molteni. Soldi dati dall'amante delle moglie della vittima. E che hanno condotto la Procura di Como fino a delle società finite nell'inchiesta. Una aveva sede ad Avellino, l'azienda cipriota Larefer Ltd. Ve ne abbiamo già parlato. Oggi vi spieghiamo come agiva il gruppo criminale.

Come agivano gli indagati

I truffatori, che avevano sedi in tutti Italia, proponevano investimenti per piazzare prodotti finanziari e quote di crowdfounding (finanziamento collettivo). Ma in realtà i soldi non finivano nelle attività promesse. E venivano divisi fra i membri dell'associazione e per pagare parte degli interessi promessi ai clienti.

Le cifre della truffa 

Gli indagati, attraverso consulenti finanziari non autorizzati, proponevano ai risparmiatori investimenti molto redditizi, fino al 12%. Ma senza piano di rientro la promessa si rivelava una truffa. Intanto i soldi venivano dirottati altrove, in conti aperti in tutta Europa. Un gioco dell'oca, fra banche e investimenti, che rendeva quasi impossibile recuperare il denaro. La polizia tributaria avellinese, diretta dal tenente colonnello Gennaro Garzella, è risalita alle operazioni svolte da Larefer ltd. La società cipriota aveva promotori finanziari abusivi in tutta Italia: da Milano, a Catania, passando per Napoli.

Persone specializzate nel convincere i clienti ad investire nei servizi offerti. In meno di due anni erano stati sottoscritti 750 contratti di investimento a più di trecento risparmiatori, per un totale di oltre ventidue milioni di euro. Nella rete sono finiti imprenditori, casalinghe, pensionati che pensavano di poter dare una svolta alla loro vita. E che invece, stando all'accusa, sono stati derubati.

Il numero degli indagati

La Procura di Como, che coordina l'indagine, ha ottenuto un sequestro di oltre 30 milioni di euro. Dei quali 4 ad Avellino. E' così sono stati congelati 50 conti correnti e messi i sigilli a 8 appartamenti, 2 auto e 2 imprese individuali e quote di partecipazione in 4 società. Per ora gli indagati complessivi sono sedici: oltre ai sei di Avellino, tre a napoli, due a Milano, uno a Caserta, una a Matera, uno a Potenza, uno a Campobasso e uno in Svizzera.