di Andrea Fantucchio
«L'ennesima intimidazione. Credo che il ritorno della Democrazia Cristiana faccia paura a qualcuno». L'ex ministro Gianfranco Rotondi parla a Ottopagine.it del furto avvenuto ieri sera nella sede provvisoria della fondazione Fiorentino Sullo ad Avellino. Dove è custodito parte dell'archivio della Dc.
«Anche documenti restituiti dopo tangentopoli come quelli relativi al crack Enimont. O altri che riguardano il caso Moro. Ma niente di misterioso. E' tutto già noto. Non volevano rubare, ma intimidire la Democrazia Cristiana che sta rinascendo. Dei ladri non avrebbero lasciato i pochi oggetti di valore che c'erano nella sede di Avellino: come monili in argento».
L'onorevole ha parlato di episodi simili che sarebbero avvenuti anche a Roma. Ieri, nella stanza dove era custodito l'archivio, Rotondi ha trovato la porta accostata. Non c'erano senza segni di effrazione. All’interno disordine e carte sparpagliate ovunque.
Nel 2016 l'archivio della Dc ha conquistato le pagine delle cronache nazionali. Era custodito a casa di una inconsapevole donna avellinese, la signora Iole. Rotondi, dopo la morte della signora, aveva offerto l'intero archivio all'istituto Sturzo, ponendo una condizione: che il simbolo della Dc fosse consegnato alla sua fondazione sottraendolo alla contesa elettorale. La risposta non era stata positiva. E i faldoni erano stati affidati alla redazione del “Il Tempo”. Parte dei documenti erano arrivati nella sede della fondazione Sullo.
L'ex ministro ribadisce: «Quando nel 2006 il pm Henry John Woodcock arrestò l'ex re di Italia, Vittorio Emanuele di Savoia, io lo attaccai. Poi gli ho chiesto scusa. Il magistrato fu il primo a dire che nel nostro Paese, dopo la fine della Democrazia Cristiana, ci sono stati gruppi che hanno condizionato la classe politica. Spesso rimanendo sommersi. In particolare abbiamo constatato che, sulla vicenda del simbolo e dell'eredità democristiana, ci sono state diverse operazioni che non potevano andare avanti senza complicità istituzionali».
Sull'episodio di ieri sera indagano le forze di polizia avellinese. Presto saranno acquisite le immagini raccolte da circuiti di telecamere private, per capire se qualche profilo sospetto si sia avvicinato alla sede della fondazione Sullo prima del furto.
