Tecnicamente dovrebbe essere la più grande operazione verità e trasparenza che un organismo pubblico commissiona per valutare lo stato di salute dei propri cittadini in relazione al territorio.
La Regione Campania ha coinvolto 50 enti scientifici, tra università, laboratori di altissima specializzazione, Centro nazionale ricerche, esperti reclutati anche all'estero, oltre oceano.
Nonostante incredibili resilienze interne, basta pensare che Sviluppo Campania (società interamente partecipata da palazzo Santa Lucia) non libera risorse per diversi milioni di euro a favore dell'Istituto zooprofilattico di Portici, che ha disposto analisi, prelievi, studi combinati, la verità è a un passo dal venire a galla.
Il territorio di riferimento è tutta la Campania, ma in questa maxioperazione verità ci sono due pezzi dell'Irpinia.
C'è la Valle del Sabato, che in questi giorni tiene banco per la vicenda legata alla chiusura della Novolegno, l'industria che plasticamente, ogni santo giorno, con il suo comignolo sputa fumo, ha rappresentato la preoccupazione, a torto o ragione si vedrà, la paura che l'aria e di conseguenza l'ambiente circostante potesse essere compromesso.
Solo in quella zona sono state effettuate duecento campionature su persone, a partire dal sangue e alla ricerca di eventuali agenti tossici accumulati oltre le soglie del consentito. Ma si è profondamente studiato, con criteri certi e dimostrabili, terra, aria e acqua.
Proprio quell'acqua che, a Solofra, ha nei mesi scorsi fatto emergere pesantissimi sospetti di connivenze, coperture e contatti con i potenti clan della camorra, che sui rifiuti e in particolare con quelli speciali, ha le mani ovunque, anche nei cosiddetti organismi immaginati a tutela dell'ambiente.
L'Istituto zooprofilattico, con i fondi a disposizione e non rallentati da Sviluppo Campania, questi risultati avrebbe potuto renderli noti mesi e mesi fa. Non soltanto sul tetracloroetilene scoperto a livello profondo in falda. Le campionature lungo tutta la striscia della Valle dell'Irno, fino a raggiungere le fonderie Pisano, altro simbolo dell'inquinamento che si lascia scandalosamente fare, sono state quattrocento: screening completi su persone, oltre i prelievi e i sondaggi su terreni e falde.
Roba seria, aggiornata, rigorosamente scientifica e non contestabile perché effettuata con organismi terzi non condizionabili. Tutto materiale che è stato commissionato a pezzi, compartimenti stagni che poi dovranno essere valutati per rendere una relazione finale, approvata da scienziati.
Ci sono diverse procure su questa operazione dell'Istituto zooprofilattico di Portici e gli esperti relazionano prima ai magistrati, poi il materiale verrà reso pubblico, solo poi.
Due mesi, insomma. E poi i tentativi di bloccare un comandante dei carabinieri che voleva capire, sollecitandone il trasferimento, avranno anche ragioni specifiche.
