Emergenza carceri, la Camera Penale riattiva lo sportello

l'iniziativa dell'avvocato Giovanna Perna, responsabile regionale Osservatorio carcere

Avellino.  

Non è cosa semplice narrare di carcere. Non lo è in questo momento storico in cui quotidianamente si apprendono notizie di detenuti che si tolgono la vita o per problemi di natura psichiatrica e/o per disagi determinati dalle caratteristiche delle strutture penitenziarie in cui sono ristretti, su tutto il territorio nazionale.

In questi giorni, le doglianze segnalate da alcuni detenuti ristretti negli Istituti della Provincia di Avellino (Bellizzi, Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano irpino) hanno fatto accendere i riflettori sull’annoso problema sanitario, più volte oggetto di dibattito e da ultimo di decisione da parte dei Magistrati di Sorveglianza di trasmettere, all’esito dell’ennesimo incontro con i vertici dell’Asldi Avellino, gli atti alla Procura della Repubblica competente sul territorio, al fine di valutare eventuali omissioni da parte di chi ha il dovere di provvedere e non lo sta facendo.

I detenuti chiedono di riappropriarsi dei loro diritti giusti e necessari, uno tra tutti quello alla salute; puntualmente disatteso in tutte le strutture penitenziarie presenti sul territorio della provincia di Avellino. Manca, infatti, lo psichiatra in tutti gli Istituti penitenziari, compreso quello di Sant’Angelo dei Lombardi nel quale è presente la sezione “articolazione” .

Ci sono detenuti con gravi problemi respiratori che hanno bisogno della ventilazione notturna per apnea, ci sono ritardi nelle visite, nella somministrazione di farmaci; ci sono disagi per le famiglie nel raggiungere Sant’Angelo dei Lombardi (dove non vi è neppure una fermata del bus) ed Ariano Irpino che ospita molti detenuti dell’ hinterland Napoletano che spesso per problemi di natura economica da parte dei familiari non effettuano colloqui da mesi/anni.

Gli istituti penitenziari della provincia di Avellino, fatta eccezione per quello di Sant’Angelo dei Lombardi, per mancanza di risorse umane non riescono ad assicurare attività trattamentali, necessarie per il recupero ed il reinserimento del detenuto all’interno della società. Mancano gli operatori che dovrebbero aiutare nei corsi di formazione e di laboratorio del reparto dinamico trattamentale.

Ci sono detenuti per i quali è chiara l’ incompatibilità del loro stato di salute psichico con il regime carcerario che attendono da tempo immemore una relazione psichiatrica e conseguentemente una decisione da parte del Magistrato di Sorveglianza di Avellino.

La Camera Penale Irpina si è da sempre mostrata sensibile alla problematica del carcere e diverse sono state le iniziative adottate.

Il responsabile regionale dell’ Osservatorio Carcere dell’ Unione, nella persona dell’ avvocato irpino Giovanna Perna, ogni settimana effettua visite nei penitenziari della provincia, raccogliendo le istanze dei detenuti, cercando di veicolarle con tempestività al Dipartimento dell’ Amministrazione penitenziaria.

La Camera Penale Irpina ha riattivato lo “sportello carcere”, iniziativa, come già evidenziato dal Presidente della Camera Penale Irpina, “di grandissimo valore morale e politico, in linea con le prospettive dell’Unione che è da tempo impegnata nella riconquista all’interno delle carceri italiane di spazi di legalità e tutela del cittadino detenuto in ossequio ai principi di cui all’art.27 della nostra Carta Costituzionale”.

La scelta del Direttivo della Camera Penale Irpina di individuare un referente (avv.Ornella Trerotola) dell’Osservatorio carcere dell’UCPI e un responsabile (avv.Maria Marinelli) dello sportello carcere, in un momento di “straordinaria” emergenza, nella quale i diritti, il trattamento e l’umanità risultano sempre più a rischio, è un segnale per offrire più e concrete garanzie a chi purtroppo ne ha sempre di meno, in un momento in cui le decisioni della Magistratura e della Consulta, fanno ben sperare!

Ci auguriamo che anche il resto della società civile faccia la sua parte, tenendosi ben lontana dalle logiche dell’ emarginazione e del diritto penale del nemico che certa mala politica va spargendo a piene mani.