Avellino. Omicidio Gioia, Giovanni: sono stato preso in giro da Elena

Il giovane imputato ha preferito scrivere una memoria e non sottoporsi all'esame

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In aula emergono particolari sui contenuti di alcuni messaggi che si sono scambiati Elena e Giovanni pochi giorni prima del delitto

Avellino.  

Questa mattina si è tenuta una nuova udienza per il processo dell’omicidio di Aldo Gioia. Dopo l’escussione di Elena Gioia, imputata insieme all’ex fidanzato, doveva tenersi l'interrogatorio proprio del suo ex Giovanni Limata. Ma quest'ultimo, presente in aula, ha preferito non sottoporsi all’esame ma produrre una memoria scritta. Una lunga lettera che aveva preparato già qualche giorno fa nel carcere e che sarà visionata dal giudice nella prossima udienza. 

Nel suo scritto Giovanni riferisce di sentirsi a sua volta una “vittima” di Elena. Dice di essere stato preso in giro da lei e di essere stato indotto a compiere il delitto. Anche in aula i due ragazzi  si sono accusati a vicenda. Gli avvocati del giovane, Kalpana Marro e Fabio Russo hanno letto al giudice alcuni messaggi che Elena aveva scritto a Giovanni proprio qualche giorno prima dell’omicidio.  

«Come avrei voluto avere un padre diverso, quella merda mi ha fottuto l’infanzia e l’adolescenza». E Giovanni le risponde:«Gli farò pagare tutto il male che ti ha fatto, con lui mi divertirò a mani nude….». 

Messaggi pesanti dal contenuto equivoco, ma chiarito in aula dalla stessa Elena, incalzata dal Pm Vincenzo Russo che le chiede: perché scrivi frasi così pesanti (mi ha fottuto l’infanzia e l’adolescenza)? Tuo padre ha abusato di te? Ti picchiava? La risposta di Elena: no, l’ho scritto solo perché era un padre assente.

Udienza rinviata al prossimo 25 maggio.