Questa mattina si è tenuta l’udienza per il processo a carico di Don Livio Graziano, sacerdote cinquantenne accusato di aver abusato sessualmente di un ragazzino di 13 anni nella comunità “I figli di Emmaus” a Prata di Principato Ultra, una cooperativa sociale per l’assistenza alle persone con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione.
A porte chiuse, un lungo e complesso interrogatorio, durante il quale la giovane vittima ha ricostruito la triste vicenda, fornendo tutte le delucidazioni richieste sull’enorme quantità di messaggi acquisiti agli atti e rinvenuti sul cellulare di Don Livio, all’atto del sequestro.
La vittima, presente in aula, ha fornito gli elementi funzionali a comprendere la vicenda. Si parlava di ben quarantadue pagine di messaggi espliciti, trascritti, che non lasciano spazio a dubbi o fraintendimenti, tantomeno a interpretazione. Quello con Don Livio era un rapporto sessuale. Ascoltata anche la dottoressa Perrella, psicologa incaricata dalla Procura di Avellino di valutare l’attendibilità delle dichiarazioni del ragazzino.
Don Livio fu tratto in arresto a ottobre dello scorso anno, dopo la denuncia sporta dal papà del giovane che, allarmato dagli strani comportamenti del figlio nell’ultimo periodo, venne a conoscenza della vicenda dopo che il ragazzo raccontò di essere stato vittima di abusi nel periodo in cui avrebbe frequentato la comunità del parroco.
Si attende ora la prossima udienza del 9 giugno, data in cui dovrebbe essere sentito proprio don Livio Graziano. La richiesta di ascoltare l’imputato è arrivata sia da parte del pubblico ministero, sia dall’avvocato di parte civile Giovanni Falci e dall’avvocato difensore Gaetano Aufiero. Chiaramente, la richiesta è subordinata alla volontà di Don Livio di comparire. Nello stesso giorno verranno ascoltati anche uno psicanalista e una psicologa che, per la parte civile, hanno redatto una consulenza utile per valutare il danno psicologico riportato a seguito della vicenda sia dalla giovane vittima che dalla sua famiglia.
