Avellino, violentavano il figlio minorenne con deficit cognitivo: il processo

In aula i testimoni della difesa: per loro dichiarazioni del ragazzo inattendibili

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Avellino.  

Prosegue il processo presso il Tribunale di Avellino ai danni di un 66enne e una 63enne, originari del Baianese, imputati per violenza sessuale ai danni del figlio adottivo della donna: la vittima all’epoca dei fatti, risalenti al 2016, minore di 15 anni e affetto da un deficit cognitivo.

In aula questa mattina i testimoni della difesa, rappresentata dagli avvocati Claudio Frongillo e Raffaele Bizzarro: l’insegnante di sostegno del giovane e le due consulenti di parte.

Le consulenti sono state chiamate a stabilire se le dichiarazioni della presunta vittima in sede di incidente probatorio fossero attendibili. In aula è stata, infatti, acquisita la relazione che sostiene l’inattendibilità di quelle dichiarazioni.

Anche l’insegnante, che assisteva il giovane in aula per 20 ore settimanali, attraverso alcuni esempi giornalieri, ha confermato quanto detto dalle psicologhe: il ritardo mentale del ragazzo, lo porterebbe, infatti, a distorcere la realtà.

La denuncia era arrivata dall’istituto scolastico frequentato dal ragazzo che aveva raccontato agli insegnanti degli episodi di violenza perpetrati nell’abitazione familiare dalla sua mamma adottiva e dal suo compagno, convivente.

Nel corso delle indagini, il 15enne, affetto da un deficit cognitivo prestazionale di grado medio-lieve e ritardo nel linguaggio, avrebbe raccontato di essere stato costretto a restare in casa a guardare video pornografici e ad assistere e partecipare ai rapporti sessuali consumati dalla madre e dal compagno, subendo violenza sessuale da parte dell’uomo.

In più, la madre deve rispondere di lesioni, poiché avrebbe vietato al figlio, mediante minacce, di raccontare quanto subiva, in particolar modo al personale didattico dell’istituto scolastico che frequentava. Inoltre, in diverse occasioni lo avrebbe colpito con una cinghia, provocandogli lesioni personali soprattutto alla nuca, sul collo e alle spalle. La prossima udienza è stata fissata per il 10 ottobre.