Atripalda, Sequestro del minorenne: confermato il carcere per Moscatiello

A confermare la misura cautelare in carcere per l'ex boss del clan Partenio, i giudici del Riesame

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Atripalda.  

di Paola Iandolo 

Sequestro di minore a Torino: confermato il carcere per il 49enne atripaldese, ex boss del clan Partenio, Gianluca Moscatiello. Confermata la misura anche per i due fratelli romeni considerati gli autori del pestaggio e sequestro del 17enne torinese colpevole di aver picchiato il figlio 19enne dell'ex boss irpino.  A deciderlo i giudici del tribunale del Riesame di Torino che hanno rigettati i ricorsi presentati dall'avvocato Gianluca Orlando. Il 14 gennaio verrà discusso anche il riesame per il cugino di Moscatiello, Pietro Tagliaferri finito in carcere. Sottoposto al diveito di avvicinamento alla vittima anche il figlio di Moscatiello, per il quale il legale non ha presentato istanza di riesame. Al momento il 49enne atripaldese è ancora latitante e non si è ancora consegnato all'autorità giudiziaria. Stando ai suoi profil social, Moscatiello si sarebbe recato in Romania per festeggiare il Capodanno, ma non ha fatto ancora rientro in Italia. 

La Squadra mobile della questura li accusa di sequestro di persona, minacce e violenza privata. Il pestaggio è stato organizzato dopo la discussione fra i due ragazzi, avvenuta davanti alla discoteca Bamboo di corso Moncalieri. Al centro del litigio ci sarebbe una ragazza, ex del figlio di Moscatiello e nuova fiamma del 17enne: i due litigano e vengono alle mani e il 19enne finisce all’ospedale Maria Vittoria. Viene dimesso con una prognosi di 21 giorni: contusioni multiple, trauma cranico e lussazione a una spalla. Una volta  dimesso racconta tutto al padre che insieme ai romeni organizza la spedizione punitiva nei confronti del 17enne. Almeno queste le accuse mosse nei suoi confronti dagli inquirenti che hanno analizzato anche i messaggi inviati da Moscatiello agli altri componenti della banda.