di Paola Iandolo
La Procura di Avellino ha ottenuto la misura cautelare bis nei confronti di M.R., uno dei presunti organizzatori della maxitruffa sugli Ecobonus da un miliardo e mezzo che aveva lasciato poco prima di Natale il carcere di San Vittore perché coinvolto nel blitz eseguito dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino e del Nucleo Pef di Napoli coordinati dalla Procura di Avellino.
I militari del Gruppo di Avellino, agli ordini del maggiore Silverio Papis hanno notificato la nuova misura cautelare chiesta dalla Procura di Avellino e firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, determinata da nuove indagini e informative delle Fiamme Gialle effettuate nei confronti di M.R., che ora si trova di nuovo in carcere. La difesa, l’avvocato Palmira Nigro, ha già presentato nuovamente ricorso al Tribunale della Libertà di Napoli.
L’avvocato Palmira Nigro aveva eccepito un difetto di notifica, davanti ai giudici della XII Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli che ne aveva determinato la decadenza della misura nei confronti di M.R, uno dei principali accusati al vertice dell’associazione finalizzata alla vendita in tutto il territorio nazionale dei crediti di imposta per circa 90 milioni di euro generati dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa un miliardo e mezzo sugli Ecobonus.
I giudici del Tribunale del Riesame hanno rigettato l’istanza di annullamento della misura per l’altro presunto capo del gruppo che ha ordito la maxitruffa, l’avellinese D.P.. Il Riesame aveva invece mandato ai domiciliari G.S, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Felicia Bruno, titolare delle società che avevano originato i crediti per lavori collegati all’Ecobonus inesistenti. Ora bisognerà attendere la decisione del Riesame sulla misura notificata dagli agenti delle Fiamme Gialle.
