Avellino, Misericordia Avellino: lavoratori in stato di agitazione

Dieci operatori tra infermieri e austisti soccorritori chiedono rispetto, trasparenza e dialogo

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

“Noi, lavoratori della Misericordia di Avellino – un gruppo composto da circa dieci operatori tra infermieri e autisti soccorritori impegnati nel servizio di emergenza 118 – sentiamo il dovere morale di rendere pubbliche le gravi problematiche che da tempo caratterizzano la nostra gestione lavorativa". E' quanto emerge da un comunicato stampa dei lavoratori della Misericordia di Avellino.

"Nonostante lo stato di agitazione da noi proclamato, vogliamo sottolineare con forza che non abbiamo mai causato alcun disservizio alla cittadinanza. Continuiamo ogni giorno a entrare nelle case delle persone, nei loro momenti più fragili, cercando di svolgere il nostro lavoro con passione, responsabilità e dedizione, mettendo sempre al primo posto la salute, la sicurezza e la dignità di chi assistiamo. Il nostro non è un gesto di protesta sterile, ma un grido di aiuto e di giustizia".

"Ci teniamo a chiarire una cosa fondamentale: il nostro non è un atto di “missione”, ma una scelta. Una scelta fatta consapevolmente, con piena conoscenza dei rischi, delle responsabilità e del peso emotivo che questo lavoro comporta. Abbiamo studiato per questo, ci siamo formati per questo e continuiamo a farlo, spesso attingendo esclusivamente alle nostre risorse economiche personali per garantire standard sempre più alti di professionalità, efficienza e competenza".

"Svolgiamo un lavoro delicato, complesso, fatto di responsabilità verso il prossimo. E proprio perché è un lavoro, abbiamo il diritto di essere trattati con dignità, rispetto e trasparenza. Noi teniamo profondamente alla Misericordia di Avellino, ai suoi valori, alla sua storia e alle sue finalità umanitarie. È proprio per questo che non possiamo più restare in silenzio davanti a una gestione che, a nostro avviso, mortifica il lavoro, le competenze e la dignità degli operatori".

"Condanniamo fermamente chi amministra questa realtà in modo approssimativo, distante dai lavoratori e privo di quel rispetto che dovrebbe essere alla base di un ente che si fonda sulla solidarietà e sull’assistenza al prossimo. Chiediamo trasparenza, dialogo e soluzioni concrete. Non privilegi, ma diritti. Non promesse, ma fatti. Continueremo a lavorare con professionalità, come abbiamo sempre fatto, perché il nostro senso del dovere è più forte di ogni difficoltà. Ma non accetteremo più di essere ignorati.  Non siamo missionari. Siamo professionisti. E meritiamo rispetto.”