Un’udienza «tecnica». Così l’ha definita l’avvocato Luigi Petrillo, difensore di Gianluca Festa, indagato nel processo Dolce Vita. Questa mattina l’ex sindaco non era presente in aula, una scelta che il legale ha spiegato come naturale: "Verrà quando sarà il momento di confrontarsi con i suoi accusatori, che intende guardare negli occhi per dimostrare le proprie ragioni".
Secondo Petrillo, il dibattimento rappresenterà l’occasione per smontare le accuse contestate al suo assistito. "Ci attendiamo di avviare un processo nel quale avremo modo di dimostrare che le imputazioni nei confronti di Gianluca Festa sono infondate. È con questo spirito che iniziamo una battaglia che si preannuncia lunga".
Il legale ha poi sottolineato come il processo debba essere il luogo dell’accertamento della verità.
"La città deve aspettarsi questo: la verità. È in tribunale che le tesi della pubblica accusa vengono verificate, confermate o sconfessate. Ricordo che una parte consistente delle imputazioni iniziali è già stata ritenuta insussistente dalla Corte di Cassazione. Siamo fiduciosi che lo stesso avverrà per le restanti contestazioni".
Alla domanda sulla tenuta dell’impianto accusatorio, Petrillo non ha dubbi: "Quando si parla di “castello accusatorio”, si fa riferimento a qualcosa che, per definizione, può cedere. Ci sono diversi punti sui quali emergeranno rappresentazioni opposte. In primo luogo la contestazione di associazione a delinquere, che riteniamo priva di qualsiasi fondamento, non solo in concreto ma anche in astratto. E non è l’unica".
Il processo, ha ribadito l’avvocato, servirà a mettere a confronto accusa e difesa nel pieno rispetto del contraddittorio, fino all’accertamento finale dei fatti.
Petrillo è tornato anche sulle recenti dichiarazioni del Procuratore Airoma: "Ho sottoscritto il documento del direttivo della Camera Penale, che esprime una posizione di alto richiamo ai principi generali dell’ordinamento e della democrazia, in particolare alla separazione dei poteri dello Stato. Non si tratta di un attacco personale, ma di un richiamo ai valori che devono regolare la vita di una comunità".
Quanto allo stato d’animo di Festa, il legale ha spiegato che l’ex sindaco "ha vissuto questo periodo con l’ansia di poter raccontare la propria verità e di confrontarsi con chi, a suo avviso, lo accusa ingiustamente".
La difesa ha indicato 24 testimoni, tra cui anche l’ex vicesindaca Laura Nargi. "La lista del pubblico ministero è contenuta – ha precisato Petrillo – mentre la nostra conta 42 testi. Molti coincidono con quelli dell’accusa, ma ne abbiamo aggiunti altri che riteniamo di particolare rilevanza".
L’udienza è stata aggiornata al 24 aprile con la riunione del procedimento a quello dei 26 coimputati.
