Ucciso sotto gli occhi della fidanzata durante una rapina: Ariano ricorda Angelo

Deposta una corona di alloro omaggiata dal capo della polizia Vittorio Pisani dinanzi alla tomba

ucciso sotto gli occhi della fidanzata durante una rapina ariano ricorda angelo

Era il 23 gennaio 1988 quando una mano assassina, fece fuoco contro il giovane poliziotto arianese, uccidendolo a Roma, sull’Appia antica, sotto gli occhi della fidanzata, durante una rapina compiuta ai suoi danni...

Ariano Irpino.  

Deposta una corona di alloro omaggiata dal capo della polizia Vittorio Pisani dinanzi alla tomba del poliziotto Angelo Grasso, morto tragicamente a Roma il 23 gennaio di 38 anni fa. Una commemorazione come sempre semplice ma particolarmente sentita quella che si è svolta all'interno del cimitero di Ariano Irpino. 

E' stato il vice questore del commissariato di Sant'Angelo dei Lombardi Gianmarco Galdo, a rappresentare quest'anno la polizia di Stato e a manifestare l'affetto e la vicinanza del dirigente Giulio Masini, assente per altri impegni e del questore di Avellino Pasquale Picone alla mamma Viola De Pippo, ai fratelli di Angelo: Antonio, Ottone e Gerardo e alla sorella Annamaria. 

Sono trascorsi 38 anni da quella tragica sera di sangue sull’Appia antica a Roma, quando una mano assassina fece fuoco contro il poliziotto arianese Angelo Grasso sotto gli occhi della fidanzata durante una feroce rapina. Da allora Ariano Irpino, la sua città che lo vide partire per un futuro migliore, non lo ha mai dimenticato.

La commemorazione è stata presieduta dal parroco del Santuario Madonna di Fatima don Vincenzo Lo Sanno. Presente l'assessore Toni La Braca in rappresentanza del sindaco Enrico Franza e dell'intera amministrazione comunale.

A rendere omaggio ad Angelo, da Avellino il presidente dell'Anps, cavaliere commissario Angelo Perrone insieme ad un nutrito gruppo di soci con tanto di gonfalone. 

Era il 23 gennaio 1988 quando una mano assassina, fece fuoco contro il giovane poliziotto arianese, uccidendolo a Roma, sull’Appia antica, sotto gli occhi della fidanzata, durante una rapina compiuta ai suoi danni.

Angelo, libero dal servizio, si era appartato con la sua fidanzata. Ad un tratto quell’incontro era stato interrotto dall’arrivo di due giovani con il volto coperto da passamontagna. Alla vista dei malviventi l’agente Grasso non era rimasto impassibile, non poteva. Non era un giovane qualunque, era un poliziotto, doveva opporsi ai suoi rapinatori con tutte le sue forze. E al rifiuto di consegnare quei soldi e gioielli, i due delinquenti avevano fatto fuoco contro l’auto di Angelo, una fiat ritmo, che il giovane aveva da poco acquistato. Anche Grasso, estratta la pistola, aveva sparato. Ma i proiettili dei due rapinatori lo avevano già ferito mortalmente.

Una scena raccapricciante e difficile da dimenticare

Terrorizzata, la fidanzata, resasi conto della gravità della situazione, era riuscita a spostare il corpo già senza vita di Angelo, sul sedile accanto, guidando per oltre tre chilometri fino a raggiungere il più vicino ospedale. Tutto si era rivelato purtroppo inutile.

Immediate le indagini che portarono presto ad una svolta

Il fratello Ottone, in servizio nell’arma dei carabinieri, aveva giurato vendetta. A distanza di nove mesi dal delitto furono arrestati dalla squadra mobile due giovani tossicodipendenti di 23 e 24 anni, ritenuti colpevoli dell'omicidio.