Monteforte, morì per una puntura di calabrone: confermata la condanna in Appello

Il datore di lavoro è stato condannato a due anni di reclusione e al risarcimento delle parti civili

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Monteforte Irpino.  

di Paola Iandolo 

Morì per shock anafilattico dopo due settimane di ricovero in gravi condizioni: arriva la condanna anche in Appello per M. S., il datore di lavoro del 36enne Angelo De Simone originario di Monteforte, ma residente a Forino. I giudici della Corte di  Appello di Napoli hanno confermato la condanna per l'unico imputato, considerato il responsabile del decesso del giovane. ed accusato di omicidio colposo.

La condanna in primo grado

In primo grado nel 2023 l'imprenditore rimediò  una condanna a due anni di reclusione, difeso da Maria Luisa Macchia, per l’accusa di omicidio colposo. Il giudice monocratico del tribunale di Avellino, Vincenza Cozzino, inoltre condannò l’uomo al risarcimento delle parti - costituite e rappresentate dagli avvocati Cesare Fiorentino e Nello Pizza - da quantificarsi in separata sede. La difesa dell'imputato ha preannunciato ricorso in Cassazione.

La ricostruzione

La tragedia avvenne nell’ottobre del 2017, quando il 36enne Angelo De Simone morì dopo essere stato ricoverato in ospedale per due settimane. Al pronto soccorso era giunto già privo di conoscenza per lo shock anafilattico. Durante l’autopsia fu individuato un segno, compatibile con quello lasciato da un calabrone, dietro l’orecchio sinistro. Il 36enne fu punto dai calabroni mentre era impegnato a tagliare la legna per una ditta in montagna nella zona tra Forino e Monteforte Irpino.