"Anziano maltrattato, è morto": ridotta a 17 anni e 6 mesi condanna a badante

A Benevento 19 anni e 3 mesi, la sentenza d'appello

anziano maltrattato e morto ridotta a 17 anni e 6 mesi condanna a badante
Bonito.  

Poco meno di un anno fa – il 10 febbraio - la sentenza della Corte di assise di Benevento ( presidente Pezza, a latere Monaco più la giuria popolare), ora la decisione di quella di appello, che ha ridotto a 17 anni e 6 mesi, contro i 19 anni e 3 mesi in primo grado, la condanna per Ana Grama, 58 anni, residente a Roma, riconosciuta responsabile di maltrattamenti aggravati e istigazione alla corruzione. Dichiarate prescritte, invece, le accuse di circonvenzione di incapace, minaccia e calunnia.

Difesa dall'avvocato Salvatore Brancaccio, la donna era chiamata in causa da un'indagine sui comportamenti che avrebbe mantenuto nei confronti di un 87enne di Bonito, del quale era la badante, che nel dicembre 2017 era stato ricoverato al 'Frangipane' di Ariano Irpino, dove, a distanza di tre giorni, era morto.

Per l'imputata anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Carmine Monaco, Giuseppe Caturano, Giuseppe Vitiello, Franca Iacoviello e Maria Rosaria Guarino.

La vicenda

Secondo gli inquirenti, non avrebbe provveduto alla cura del malcapitato, che all'arrivo in ospedale era stato trovato in stato di disidratazione e in condizioni igieniche precarie. Inoltre, gli avrebbe provocato lesioni, gettandolo al di fuori dell'auto e facendolo cadere sull'asfalto. E ancora: la donna, approfittando dell'età avanzata e della fragilità caratteriale dell'87enne, vedovo e senza figli, attraverso “finti atteggiamenti amorevoli ed affettuosi, si sarebbe fatta assegnare terreni e una casa rurale ed intestare un libretto postale, stipulando con lui un contratto di lavoro subordinato domestico nell'ottobre del 2017”. A quel punto, avrebbe iniziato ad assumere condotte aggressive nei confronti del poverino.

Nel mirino anche un episodio del quale avrebbe fatto le spese un uomo al quale era legata da una relazione affettiva. Di fronte al rifiuto di occuparsi dell'87enne durante un suo periodo di assenza, l'avrebbe colpito e si sarebbe avventata contro di lui con un coltello, facendo altrettanto anche successivamente, quando lui, che era riuscito ad andar via, era stato raggiunto a casa e per difendersi l'aveva percossa con una mazza di legno (lei aveva denunciato che anche l'87enne era stato colpito). La contestazione di istigazione alla corruzione, infine, faceva riferimento all'offerta di denaro che avrebbe fatto ai carabinieri per ottenere la restituzione dell'auto posta sotto sequestro.