di Paola Iandolo
Accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche: assolto con la formula piena “perche’ il fatto non costituisce reato” 50enne avellinese. L'uomo era accusato di aver ottenuto indebitamentre quasi diecimila euro di beneficio con il “Reddito di cittadinanza”. Si è chiuso con l'assoluzione il processo davanti al Tribunale Collegiale di Avellino. Il pm Giovanni Sodano aveva invocato nei confronti dell’imputato una condanna ad un anno e sei mesi.
Il cinquantacinquenne doveva rispondere del reato specifico previsto per la violazione del Reddito di Cittadinanza, perché averebbe sostanzialmente utilizzato dichiarazioni o documenti falsi o che attestavano cose non vere, oltre ad omettere informazioni dovute per ottenere indebitamente il beneficio del Reddito di cittadinanza. Era stato accertato che era intestatario di partita iva attribuita ad una ditta individuale cessata nel 2021. L'attività stando all'accusa dal giugno 2021 e fino a dicembre aveva emesso fatture per un totale di 196.861,46 euro. ed aveva ricevuto fatture per un totale di €3.369,24″.
Durante l'istruttoria dibattimentale, la difesa rappresentata dal penalista Nicola D’Archi, ha prodotto la denuncia presentata dall’imputato. Denuncia nella quale rappresentava di essere venuto a conoscenza di essere titolare di una partita Iva solo al momento in cui gli erano state avanzate le accuse nei suoi confronti, nella quale chiariva di non aver mai condotto una impresa o avuto rapporti con quella chiamata in causa dall’accusa. Tra sessanta giorni verranno rese note le motivazioni della sentenza di assoluzione.
