Avellino, riduzione buoni pasto a due euro: scatta la protesta alla Malzoni

Il sindacato chiede che il buono pasto venga adeguato al costo della vita

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Solo due euro per il pasto non possono  bastare. Scatta la protesta dei lavoratori alla Malzoni. La riduzione die buoni pasti era stata accettata dagli stessi dipendenti dieci anni fa - giugno 2016 - per consentire la stabilizzazione del personale precario in una fase di criticità per l'azienda. Ma la riduzione dei buoni pasto da tre e venticinque centesimi  a due euro doveva essere temporanea. Il valore del ticket restaurant doveva essere riaggiornato al termine della stabilizzazione di tutti i precari. Almeno queste erano state condizioni che avevano spinto i lavororatori ad accettare la riduzioni con spirito di solidarietà.

 Il Nursind - da gennaio 2026 - ha sollevato la questione e ha presentato una denuncia. Il sindacato ha aperto una vertenza e ha presentato una denuncia all'Ispettorato del Lavoro di Avellino. La segretaria del Nursind, Romina Iannuzzi afferma "dopo dieci anni di sacrificio la pazienza è finita. Chiediamo di adeguare il buono pasto al costo della vita. Quello che doveva essere un aiuto temporaneo per far crescere l'azienda è diventato un prelievo forzoso, che dura da un decennio. E' inacettabile che con il costo della vita schizzato alle stelle, un operatore sanitario debba ricevere un buono pasto da due euro, non si copre neanche il costo di un panino".