Montella. Ospedale di Comunità, inviati i documenti di proprietà, si attende

Attesa nei prossimi giorni la risposta della Regione Campania sull'avvio dei lavori

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Montella.  

di Paola Iandolo 

Ospedale di Comunità di Montella, il sindaco Rizieri Rino Buonopane è atteso al Fondo Edifici Culto: ora si farà luce su tutti i titoli di proprietà. Sono ore di attesa in paese. Si attende il pronunciamento della Regione in merito alla documentazione inviata dall'ente comunale, tesa ad attestare la disponibilità e proprietà dell'immobile. Funzionari e amministratori hanno inoltrato all'ASL, quindi alla Regione Campania, tutta la documentazione che attesta la disponibilità o proprietà dell'immobile adiacente al convento di San Francesco a Follonì da destinare ad ospedale di comunità.

Il Comune risponde alla richiesta avanzata dagli uffici regionali tramite dell'azienda sanitaria di Avellino e attende l'ormai imminente pronunciamento, forte delle argomentazioni espresse al tavolo in Prefettura, e certo, nella fondatezza della documentazione in possesso del Comune sull'edificio.Il Sindaco Rizieri Bonopane prevede che il nullaosta per procedere con i lavori, possa già arrivare entro la prossima settimana. La conferma è arrivata anche a margine dell'Assemblea dei Sindaci dell'Area Pilota convocata a Lioni. Al tavolo il Sindaco ha escluso un piano B e ha confermato che il fondo del PNRR da 6 milioni di euro destinato all'opera non può essere trasferito ad altre strutture né ad altri comuni. 

Il Sindaco Buonopane preannuncia una trasferta a Roma per approfondire la questione. "È un appuntamento che avevo preso tempo fa attraverso il Ministro Piantedosi che si è reso disponibile a creare questo momento di confronto tra il Comune di Montella, l'Ufficio Tecnico e il Direttore Generale del FEC perché se è vero che i lavori iniziano, è vero che si può realizzare l'ospedale di comunità a Montella, è altrettanto vero che questo è il momento anche di chiarire alcuni aspetti che afferiscono la proprietà non tanto di quell'edificio ma di altri terreni che sono che circondano il convento, quindi una serie di questioni che sono state lasciate irrisolte dal 1866 fino ai nostri giorni".