Inchiesta condoni falsi: arrivano altre due ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. A firmare i due nuovi provvedimenti il dirigente comunale del settore Luigi Cicalese. La prima ordinanza riguarda i lavori effettuati in un deposito sottetto trasformato ad unità immobiliare ubicato al Corso Vittorio Emanuele di Avellino. La seconda riguarda dei lavori realizzati in un'abitazione di via Fontanatetta, con la creazione di un forno, garage e deposito. Si tratta di annullamentid’ufficio che, si legge: “Adottati in ragione dell’accertata sussistenza di dichiarazioni risultate mendaci”.
Anche in questo caso, come si evince dal testo delle ordinanze firmate dal dirigente alla luce “di ulteriori verifiche disposte d’ufficio, è emerso che, nel registro delle domande di condono edilizio, al numero di protocollo risalente nel tempo risulta associato un nominativo del richiedente diverso da quello della ditta sopra indicata”. Entro novanta giorni dovranno provvedere ad ottemperare all’ordinanza.
Parallelamente a queste attività di verifiche amministrative, infatti, c’e’ un’inchiesta sui falsi condoni rilasciati dal Comune di Avellino rinnovando richieste di sanatoria per abitazioni non sanabili utilizzando protocolli di domande realmente presentate da soggetti deceduti o che avevano perso interesse perchè la loro pratica era rimasta inevasa. Un sequestro disposto dalla Procura dei registri dell’ Archivio comunale eseguito dagli agenti della Digos e dell’ Aliquota di Pg della Gdf presso la Procura.
Si tratta del decreto di sequestro preventivo firmato dal Procuratore Domenico Airoma e dal sostituto Fabio Massimo Del Mauro, il magistrato che coordina le indagini. Escluso dalle indagini l’ attuale dirigente del Sued, l’ingegnere Cicalese, che aveva contribuito a scoprire i casi. I quindici indagati sono accusati di falso commesso da pubblico ufficiale.
