Avellino, frodi informatiche per i Mazzarella: indagato imprenditore irpino

Nei suoi confronti il gip La Ragione non ha ritenuto di applicare la misura cautelare

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Tra le 32 persone gravemente indiziate di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informativi, detenzione abusiva di armi, vi è anche un giovane imprenditore irpino.  Anche nei suoi confronti la procura partenope gli contesta tutti i reati aggravati dalle finalità mafiose. Documentate truffe mediante attività di phishing, vishing e la clonazione di siti di istituti di credito

Il supporto logistico dell'imprenditore irpino

Stando alle accuse mosse dalla procura partenopea, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, il giovane imprenditore - quando il gruppo si trovò costretto a spostare la propria base operativa in quanto allertato dall'insolita presenza delle forze dell'ordine nelle vicinanze — il 28enne avrebbe dato la disponibilità di alcuni locali situati nella zona industriale di Avellino. Un contributo logistico che, secondo l'accusa, si inserisce in un rapporto organico con il sodalizio criminale.

Le accuse di riciclaggio

In merito alle accuse di riciclaggio, la pubblica accusa sostiene che il giovane imprenditore, nella sua veste di amministratore unico di una delle società di famiglia, abbia consentito a Gennaro Brusco — oggi detenuto e ritenuto affiliato al clan Mazzarella, guidato da Michele Mazzarella, anch'egli in carcere — di reimpiegare il denaro di provenienza illecita in operazioni speculative. In particolare avrebbe facilitato l'acquisto di una motocicletta del valore di tredicimila euro, intestata fittiziamente all'azienda familiare per eludere le norme antimafia in materia di prevenzione patrimoniale.

Il ruolo di un familiare non indagato

Secondo l'accusa un familiare del 28enne — non indagato —  si è reso disponibile per  l'intestazione del contratto di leasing di una Porsche Macan, a nome di un'altra società della famiglia con sede a Carpanzano, in provincia di Cosenza. Macchina destinata a Emanuele Brusco anche lui attualmente detenuto. Sempre a Cosenza, con il medesimo schema, il 28enne avrebbe acquistato un orologio rolex per conto di Gennaro Brusco.

Le considerazioni del gip di Napoli e la mancata applicazione della misura

Nonostante il quadro accusatorio articolato dalla Procura, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Luca Della Ragione, non ha ritenuto applicare nei suoi confronti la misura cautelare in quanto non è sussistente la gravità indiziaria. Nell'ordinanza di circa novecento pagine, il magistrato ha riconosciuto la solidità investigativa del lavoro svolto dalla polizia giudiziaria, osservando tuttavia che la ricostruzione a carico del giovane imprenditore si fonderebbe su elementi di natura presuntiva. La Procura di Napoli ha già impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame.