di Paola Iandolo
I giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno rigettato i ricorsi presentati dai legali di M. E. e L. P. finiti nel blitz di Procura Antimafia di Salerno e DIA di Salerno sul giro di usura ai danni dei due imprenditori di Solofra. Uno dei motivi che i difensori dei due indagati - gli avvocati Dario Vannetiello e Gaetano Aufiero- avevano proposto nell’impugnazione riguardava la circostanza per cui i giudici di merito avrebbero erroneamente valutato il compendio indiziario.
Il metodo mafioso
Per i giudici della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione: “il Tribunale ha individuato gli indici fattuali del metodo mafioso nella circostanza che l’attività estorsiva commessa ai danni delle persone offese era stata attuata mediante una condotta idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e intimidazione propria delle organizzazioni di tipo mafioso".
Il riferimento "ai ragazzi di Avellino"
Ad avviso dei giudici della Corte di Cassazione si fa continuo riferimento ai "ragazzi" o "amici di Avellino". Con questa espressione- giudizialmente accertata - viene utilizzata per indicare gli affiliati del “Nuovo clan Partenio”, sistematicamente richiamato, da tutti i soggetti della provincia di Avellino a cui gli imprendicui si erano rivolti per ottenere nuovi prestiti. Dagli elementi indiziari era, dunque, emerso che il “nuovo clan Partenio”era indubbiamente conosciuto dalle vittime, le quali certamente erano intimidite tanto da essere costrette ad assecondare i propri estorsori, nella consapevolezza di dover fronteggiare non dei criminali comuni ma un gruppo di persone capaci dicompiere atti ritorsivi.
Le minacce di uno di loro per scongiurare le denunce
L.P. - considerato il portavoce dei "ragazzi di Avellio" - in più occasioni si è attivato affinché le vittime della condotta estorsiva non riferissero agli inquirenti i nomi dei principali esponenti del gruppo criminale, di cui fanno parte D. B. e M.E.. Infatti si sarebbe presentato più volte presso l'azienda minacciando i due imprenditori.
