di Paola Iandolo
Chiesti due anni e otto mesi di reclusione per il 28enne Sabato Ferrante, accusato del raid contro l’abitazione del narcos Americo Marrone. La richiesta avanzata al termine dell’istruttoria dibattimentale davanti al giudice monocratico Gilda Zarrella.
La tesi difensiva
La difesa, gli avvocati Gerardo Santamaria e Valeria Verrusio hanno invece messo in evidenza come non sia mai stata provata la presenza di Ferrante sul luogo del raid. Nel pomeriggio attesa la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Avellino. I destinatari del raid a colpi di pistola non hanno confermato mai il suo riconoscimento, a partire dalla moglie del ras Americo Marrone, Tiziana Porchi, che dallo spioncino vide l’uomo vestito di nero con un casco che aveva esploso colpi di pistola contro l’abitazione.
La pubblica accusa
Per l’allora comandante della Stazione dei Carabinieri, l’autore del raid e la persona alla guida dello scooter simile a quello impegnato per allontanarsi dal luogo del raid era Sabato Ferrante, che quel giorno era stato ripreso anche da alcune telecamere di videosorveglianza. Il 28enne a processo per detenzione e porto illegale di arma da sparo, sparo in luogo pubblico, danneggiamento con violenza sulle cose aggravato dal fatto che siano esposte per consuetudine alla pubblica fede, è accusato di aver esploso due colpi di pistola contro il muro e la canalina dell’abitazione del narcos di Altavilla Irpina Americo Marrone, all’ epoca dei fatti detenuto.
La ricostruzione
I fatti sono avvenuti l’8 luglio del 2023, quando Marrone era detenuto e all’interno della sua abitazione c’erano solo la moglie e i figli. Un uomo a volto travisato da un casco aveva esploso i due colpi di arma da fuoco. Per i Carabinieri sarebbe proprio Ferrante, anche alla luce dei filmati della videosorveglianza attiva nel comune dell’Alta Valle del Sabato. Americo Marrone e la moglie Tiziana Porchi, collegati in videoconferenza in una delle ultime udienze del processo, hanno detto di aver riconosciuto l’autore del raid.
