"Suo figlio è in fin di vita, siamo i carabinieri, non vi spaventate ora veniamo a prendervi noi a casa per andare in ospedale".
Una telefonata di quelle che gelano il cuore quella ricevuta da una donna stamane nel popoloso Piano di Zona ad Ariano Irpino.
Era sola in casa, suo marito momentaneamente fuori. Il figlio in questione che fortunatamente sta bene e lo ringraziamo per averci informato di questo increscioso episodio, vive per motivi di lavoro a Milano. Era ripartito da pochissimo ore dopo un periodo trascorso con i genitori.
La donna nonostante il comprensibile spavento e lo stato di agitazione, dopo una serie di tentativi non riusciti in quanto dall'altra parte qualcuno per motivi strategici, come spesso accade in questi casi non riagganciava il telefono, pur di sottrarle denaro e altro, è riuscita a contattare un altro dei suoi figlii, il quale a sua volta ha immediatamente formulato il 112. E' stata poi accompagnata in caserma dai familiari per raccontare l'accaduto.
E' stata sveglia e prudente. Il raggiro è andato a vuoto. Non ha ceduto minimanente ricordando evidentemente i consigli delle forze dell'ordine:
"Ma quali carabinieri e ospedale, non vi conosco, ora chiamo io i mei figli".
I carabinieri, quelli veri, erano nelle vicinanze, hanno subito cinturato la zona bloccando il quartiere in entrata e uscita. Un episodio analogo nelle stesse ore si sarebbe verificato anche in un'altra contrada arianese. Ci sono indagini in corso e non si esludono sviluppi a breve.
Le truffe sono un fenomeno molto diffuso e prendono di mira soprattutto le persone fragili o anziane, lasciando in loro dei segni indelebili. Oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio, le vittime subiscono, infatti, anche il senso di colpa di essere stati raggirati. I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati.
Da qui l'appello alla prudenza e a seguire alcuni consigli importanti da parte dei carabinieri:
TRUFFA DEI FINTI APPARTENENTI ALLE FORZE DELL’ORDINE
Una telefonata di un finto appartenente alle Forze dell’Ordine o di un finto avvocato fa credere alla vittima che un proprio parente sia rimasto coinvolto in un incidente stradale o che sia stato arrestato. Alla vittima verrà richiesta una somma di denaro a titolo di corrispettivo per fornire assistenza sanitaria o legale alla persona cara in difficoltà. Se la persona truffata accetta, l’interlocutore comunica che di lì a breve un assistente o un Carabiniere in borghese si recherà presso l’abitazione per ritirare il denaro contante.
CONSIGLI:
- Diffida delle apparenze
- Non aprire mai la porta agli sconosciuti
- Non fidarti del solo tesserino di riconoscimento: non basta!
- Ricorda che le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini
TRUFFA DEL FINTO NIPOTE
I truffatori chiamano la vittima al telefono, iniziando la conversazione con frasi trabocchetto come “Indovina un po’ chi parla!” o “Zia/o, ti ricordi di me?”. In questo modo cercano di cogliere il nome di un parente o di un conoscente. Fingendo di essere questa persona, raccontano di aver urgente bisogno di denaro per gravi motivi, ma che non sono in grado di passare a ritirare i soldi. Se la vittima accetta, l’interlocutore comunica che di lì a breve un amico si recherà presso l’abitazione a ritirare la somma o invita la vittima a fare un bonifico sul proprio conto.
CONSIGLI:
- Diffida delle apparenze
- Non aprire mai la porta agli sconosciuti
- Non fidarti del solo tesserino di riconoscimento: non basta!
- Limitate la confidenza al telefono: in caso di persone che si presentano come parenti e vi chiedono denaro, prendete tempo e chiamate il numero unico di emergenza 112 o un parente
