Monteforte, Strage Acqualonga: rigettato il ricorso straordinario in Cassazione

I giudici della Suprema Corte hanno respinto tutte le argomentazione presentate dai legali

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Monteforte Irpino.  

di Paola Iandolo 

Strage Acqualonga: rigettato il ricorso straordinario in Cassazione per tutte le altri parti coinvolte tra cui figura Autostrade per l'Italia. A presentarlo la difesa di Lametta, fratello del conducente deceduto insieme ad altre 39 persone nel grave incidente stradale, condannato a 9 anni. La sua difesa - rappresentato dall'avvocato Sergio Pisani - ha sostenuto che la IV Sezione Penale abbia rigettato il precedente ricorso sulla base di errori di fatto percettivi che avrebbero inciso in modo determinante sulla decisione.

La decisione dei giudici della Corte di Cassazione

Al centro del disastro c'è la causa tecnica del distacco del giunto cardanico: secondo l'avvocato Sergio Pisani le consulenze della Procura indicavano come possibili cause un errato serraggio o l'uso di perni non conformi ma la Cassazione avrebbe ritenuto insussistente la prova di un errore manutentivo. La mancata perizia sulla registrazione audio ambientale in cui gli interlocutori fanno riferimento al controllo dei perni da parte di due meccanici poco prima dell'incidente, avrebbe poi impedito di accertare quello che per l'avvocato Pisani "è un fatto storico decisivo, con ricadute sul nesso causale tra condotta contestata ed evento".

Le richieste del legale di Lametta
Contestato anche il diniego dell'attenuante del risarcimento del danno, concessa invece a tutti gli altri imputati poiché il massimale assicurativo del mezzo era stato congelato per destinarlo alle vittime e la questione della prescrizione dell'omicidio colposo sollevata anche dai legali di autostrade. Ma la Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi.