Avellino, spaccio di droga all'ingrosso: a capo dell'organizzazione un serinese

Nell'abitazione di uno degli indagati finito in carcere i militari hanno sequestrato un rolex

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Serino.  

di Paola Iandolo 

A gestire la piazza di spaccio - smantellata con una vasta operazione anti-droga della Guardia di Finanza di Salerno - il ventiseienne serinene, figlio d'arte, M.D.A finito in carcere. Il papà è ristretto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacente. Sette degli otto gli indagati finiti in carcere sono irpini. Altri dieci risultano indagati a piede libero nell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Il blitz ha interessato le province di Avellino, Napoli, Caserta e Latina.

Le misure

Gli altri arrestati, tutti giovanissimi, sono: G. A. nato ad Atripalda nel 2000, S.D'A. nato ad Avellino nel 1987, G.D.F. nato ad Avellino nel 2004, O.E.N. nato a Solofra nel 1991, D. P. nato ad Avellino nel 1987, R.T. nato ad Avellino nel 2003 e B. B. nato a Scafati nel 1995. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Le indagini

Le indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria, sono partite nel maggio 2025 ed hanno permesso di sgominare un sodalizio criminale operante nelle province di Salerno ed Avellino, con ramificazioni su scala nazionale ed estera e collegamenti con ambienti criminali riconducibili al clan Fezza-De Vivo, egemone nell’Agro Nocerino-Sarnese

I sequestri 

Le operazioni sono tuttìora in corso, intanto i militari delle fiamme gialle che hanno effettuato le indagini hanno trovato nelle abitazioni di M.D.A un rolex e molto denaro contante. In totale nella sua abitazione e in quella di un altro indagato a piede libero sono stati sequestrati circa 160mila euro