Avellino, truffa auto: i legali a lavoro per presentare l'stanza di riesame

Le auto in alcuni casi sono state utilizzate per compiere furti fuori provincia

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Alcuni dei componenti dell'associazione a delinquere specializzata nella commissione di una lunga serie di reati che vanno dall’intestazione fittizia delle auto stesse ai furti, sono risultati intestatari di circa 170 veicoli. Macchine che poi venivano utilizzate da altri soggetti per compiere furti e altri reati sul territorio nazionale. A smantellare il sodalizio criminale i carabinieri del comando di Avellino che hanno arrestato otto persone.

Le misure emesse e i riesami

A.R. è considerato dagli inquirenti il capo e ilpromotore dell’associazione ed è finito in carcere. Ai domiciliari sono finiti i suoi figli B.R. e A.R., la nuora M.R. il genero V. M.A. e due amici M.C. e V.M.F. titolari di due ditte e intestatari delle auto. A.G. è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.Ora gli avvocati Gerardo Santamaria e Valerio Alfonso Stravino sono a lavoro per presentare le istanze di riesame per i loro assistiti. 

 Gli interrogatori preventivi

Gli indagati raggiunti dalle misure sono stati sottoposti - nei giorni scorsi - agli interrogatori preventivi affiancati dai loro avvocati.  L’attività investigativa, ha preso il via dopo un furto commesso nella provincia di Benevento. La vicenda - approfondita grazie anche alla messa in onda di un servizio televisivo trasmesso da Striscia la Notizia sul fenomeno delle intestazioni fittizie di veicoli - ha permesso di ricostruire, allo stato delle indagini, l’esistenza di un sodalizio criminale in azione  tra le palazzine di QuattroGrana Ovest.

L'illecita intestazione dei veicoli

Gli indagati raggiunti dalle misure, previa induzione in errore di un pubblico ufficiale del Pra, riuscivano ad ottenere l’illecita intestazione di circa duecento veicoli. Gli stessi poi venivano messi a disposizione di soggetti appartenenti o orbitanti in contesti criminali, i quali traevano ingiusti profitti derivanti dai mancati pagamenti dei passaggi di proprietà, delle coperture assicurative e delle tasse di proprietà, nonché delle contravvenzioni al Codice della Strada, delle revisioni periodiche e dei pedaggi stradali. In qualche caso sarebbero stati utilizzati per la commissione di ulteriori delitti, in particolare dei furti commessiPadova, Roma, Aversa e Gela.