di Paola Iandolo
Arsenale nascosto nei boschi dell'Alta Irpina: la Procura di Avellino ha chiesto cinque condanne tra i sette anni e sei mesi e una a sei anni e sei mesi al termine della discussione davanti al Gup del Tribunale di Avellino nel giudizio con rito abbreviato nei confronti dei cinque imputati raggiunti da una misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone. Tutti gli imputati avevano optato per il rito abbreviato dopo che il Gip aveva accolto la richiesta avanzata dal pm della Procura di Avellino Cecilia Annecchini, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi. I militari avevano eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa nei confronti di 5 indagati (4 in carcere e 1 agli arresti domicililari), ritenuti gravemente indiziati dei reati di porto e detenzione llegale di armi e munizionamento nonché ricettazione.
Le misure
Il provvedimento restritivo, disposto nei confronti di un 20enne e un 28enne di Lioni, un 34enne di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo, difesi dagli avvocati Salvatore Rosania, Nello Pizza, Gaetano Aufiero Domenico Forgione, Vincenzo Fiume e Paolino Salierno. Le indagini erano scaturite a seguito del rinvenimento di un fucile, oggetto di furto, accuratamente occultato in un Iuogo isolato, un muretto di un’abitazione. L’arma rinvenuta era stata oggetto di modifiche in quanto presentava le canne “mozzate”, cosi da facilitarne sia il porto che l’occultamento ma soprattutto per aumentarne l’offensività.
I sequestri
Nel corso delle successive attività d’indagine, i militari dell’Arma hanno individuato e sottoposto a sequestro diverso materiale illegalmente detenuto, tra cui altri due fucili oggetto di furto, una pistola sprovvista di matricola, numerose cartucce di vario calibro ulteriori componenti riconducibili ad armi da fuoco. Davanti al Gup anche le discussioni dei difensori. Si attende nel pomeriggio il verdetto del giudice per l'udienza preliminare.
