di Paola Iandolo
Il titolare di cantiere di Grottaminarda ha patteggiato il procedimento penale avviato nei suoi confronti, con una pena pecuniaria. Y.J. è stato condannato al pagamento di 2.867 euro di ammenda per aver esposto due operai a condizioni di lavoro prive di qualsiasi tutela. La sentenza è stata pronunciata dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Avellino, presieduta dal giudice monocratico Lucio Galeota, al termine di un procedimento definito con il patteggiamento.
La ricostruzione
I fatti risalgono al 15 maggio 2025. Il cantiere, allestito in contrada Sterpellone nel comune di Gesualdo, era finalizzato alla realizzazione di uno scavo per la posa di una canalina. I due lavoratori impegnati nelle operazioni, si trovavano ad operare in condizioni che i carabinieri del Nucleo Ispettorato Tutela del Lavoro, intervenuti sul posto, hanno definito irregolari sotto ben sei profili distinti.
Il datore di lavoro - difeso dall'avvocato Michele Ciruolo - stando alla pubblica accusa non aveva nominato il medico competente per la sorveglianza sanitaria, non aveva tenuto conto delle condizioni di salute dei dipendenti nell'assegnare i compiti, non aveva fornito i dispositivi di protezione individuale e non aveva garantito loro alcuna informazione sui rischi connessi all'attività. Mancava anche qualsiasi percorso formativo in materia di sicurezza. Per di più, il cantiere era privo di recinzione e di accesso chiaramente visibili, in violazione delle norme che disciplinano la gestione dei siti produttivi.
La linea difensiva
La difesa, rappresentata dall'avvocato Michele Ciruolo, ha proposto il patteggiamento concordando una pena calcolata a partire dalla violazione più grave — la mancata recinzione del cantiere — cui sono stati aggiunti aumenti per ciascuno degli altri reati, poi ridotti per effetto della scelta del rito alternativo. Il giudice del tribunale di Avellino, ha ritenuto corretta la qualificazione giuridica dei fatti, ha ricondotto le sei violazioni a un unico disegno criminoso e ha applicato l'istituto della continuazione nei confronti del 26enne Y.J..
