di Paola Iandolo
Tentata violenza sessuale nel centro Vivendi: il 34enne residente ad Atripalda, indagato resta a piede libero. Il suo legale Assia Iannaccone ha chiesto nuovamente chiesto una misura di sicurezza per l'uomo accusato di violenza sessuale e coinvolto in altri procedimenti per reati contro la persona. L'uomo - il 23 luglio scorso - sarebbe entrato nell' ascensore con una donna, avrebbe tentato di abbassarle i pantaloni, non riuscendoci l'avrebbe palpeggiata con violenza nelle parti intime provocandole dei lividi.
Una volta fermata l'ascensore aveva tentato di fuggire, ma è stato subito bloccato ed identificato dagli agenti di polizia intervenuti sul posto.
Il 34enne resta a piede libero
Nonostante la gravità dell'accusa nei suoi confronti non è stata disposta alcuna misura cautelare e l'uomo continua a rimanere in libertà mentre la procura porta avanti le indagini. Per il 34enne, affetto da disturbi psichiatrici, dieci giorni prima dell'episodio registrato al centro Vivendi, era stato chiesto dal suo difensore, l'applicazione di una misura di sicurezza - nell'ambito di un altro procedimento per un reato della stessa indole - per valutare nuovamente le condizioni dell'assistito. Richiesta respinta dalla Procura, ritenendo sufficiente il trattamento farmacologico al quale l'uomo è sottoposto attraverso l'ASL competente. Stando a quanto emerso dalle indagini, il giorno della presunta aggressione al centro Vivendi, il 34enne era stato sottoposto alla somministrazione mensile della terapia.
L'incapacità di intedere e volere
In passato il 34enne è stato coinvolto in diverse vicende giudiziarie per lesioni, maltrattamenti in famiglia e danneggiamento, procedimenti che negli ultimi anni si sono sempre conclusi con il proscioglimento per incapacità di intendere e di volere. Qualche anno fa, nell'agosto del 2023, era stato sottoposto ad una misura di sicurezza in una struttura specializzata, dalla quale era uscito nell'agosto del 2025, dopo la revoca del provvedimento, in seguito alla valutazione che aveva escluso la sua pericolosità sociale.
Ora, mentre il resto a piede libero è indagato per violenza sessuale, saranno le indagini della procura a chiarire le responsabilità nell'episodio avvenut al centro Vivendi, mentre l'avvocato Assia Iannaccone ha presentato nuovamente, in accordo con l'amministratore di sostegno del 34enne, la richiesta di una misura di sicurezza.
