"Nella sofferenza diffusa nelle carceri italiane per le torride temperature di questi giorni c’è una situazione che sicuramente richiede una maggiore attenzione. È quella dei 30 bambini che si trovano in cella con le madri".
Così Aldo Di Giacomo (Fsa-Cnpp-Spp), che dando seguito all’impegno di denuncia e mobilitazione civile avviato la scorsa settimana, annuncia per lunedì 29 giugno una visita all’Icam, istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito di Lauro, in Irpinia, che ha il triste primato di bambini in carcere con le madri (13) ed una conferenza stampa lo stesso lunedì 29 alle ore 11,30 davanti al carcere di Avellino.
La scelta di lunedì 29 coincide con le previsioni dei meteorologi del picco del caldo, con massime che potranno raggiungere i 40 gradi.
“Il caldo - dice Di Giacomo –ù- è solo un fattore di ampliamento del gravissimo disagio che vivono i bambini ai quali è tolta la possibilità di una vita normale come i loro coetanei. Tutti dovrebbero sapere che è l’infanzia la fase di crescita più importante e che quindi questi bambini si porteranno dietro un trauma difficile da superare negli anni.
Tutti ricorderanno la storia di “Giacomo” di 2 anni, per dieci mesi recluso con la madre nel carcere di Rebibbia, in grado di dire solo “Apri”, “Chiudi” e poco altro. Una storia – dice Di Giacomo – che ha commosso tutto il Paese ma, dopo la commozione, non è cambiato nulla: altri bambini come lui sono ancora in carcere con le madri.
I numeri limitati non possono significare scarsa attenzione. Su questi numeri si potrebbero infatti attuare soluzioni tutto sommato semplici, come per esempio le case famiglia: a oggi ne esistono solo due.
Gli Icam, che fanno capo all’amministrazione penitenziaria non sono certo il luogo ideale per l’infanzia. Se non c’è alcuna sensibilità rispetto alla barbarie di tenere piccoli nelle carceri, una gestione efficiente dei nostri penitenziari è semplicemente impensabile. La conferenza stampa di lunedì 29 ad Avellino sarà l’occasione per riaccendere i riflettori sull’emergenza carcere.
Per Di Giacomo: “in questo primo scorcio d’estate che le alte temperature nelle carceri rendono la vita più difficile per detenuti e personale penitenziario, ci sono tutti gli elementi per pensare che l’estate 2026 sarà la più problematica di sempre con le aggressioni agli agenti che hanno toccato il 700 per cento in più, le violenze e rivolte in crescendo, i suicidi aumentati in pochi giorni e già 31 a cui aggiungere 77 morti per altre cause, sequestro di sostanze stupefacenti del 200 per cento in più e di telefonini del 180 per cento in più.
Solo il ministero e il governo continuano a negarlo e a ricevere ricorsi della Cedu (Corte europea dei diritti dell'uomo) contro l'Italia ritenendo che lo Stato italiano in più casi abbia violato i diritti fondamentali garantiti dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo. Per non parlare dei diritti dei servitori dello Stato costretti quest’estate anche a 12 ore di turni massacranti di lavoro”.
