Emergenza caldo e acqua in carcere: "Ma anche per i parenti è un inferno"

Stamane protesta dei parenti dei detenuti e dei referenti di Libertas Ets con Claudia Cavallo

emergenza caldo e acqua in carcere ma anche per i parenti e un inferno
Avellino.  

Ondate di calore, scatta l'allerta fino a domenica e scattano le proteste nelle carceri. Ad Avellino oggi sit dei aprenti dei detenuti e dei referenti del Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. ETS e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania per denunciare le gravi criticità che interessano l’istituto, con particolare riferimento alla persistente emergenza idrica, alle condizioni sanitarie, al sovraffollamento e alle ulteriori problematiche che incidono sulla dignità delle persone detenute e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria. "Dallo scorso 18 luglio nel carcere di Avellino manca l'acqua in più fasce orarie - spiega Claudia Cavallo Presidente Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. ETS e Presidente dell’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania -. Una situazione che sfiora la definizione di tortura, in un carcere sovraffollato con gravi carenze sanitarie. Oggi siamo qui ad Avellino, davanti i cancelli del carcere, per raccontare l'inferno patito dai detenuti, in una estate torrida e senza acqua in molte ore. Ma non solo. Abbiamo invitato la stampa per mostrare come e dove i parenti e familiari in visita ai detenuti sono costretti ad aspettare. Si tratta di una stanza, caldissima, con un distributore di bibite rotto e senza prodotti. Non ci sono sedie, sedute. Una situazione assurda e intollerabile. Parliamo di servizi e diritti essenziali, non di richieste incredibili. Siamo esasperati ed indignati per come vengono trattati non solo i detenuti, ma anche i loro familiari".