di Paola Iandolo
A due mesi dal decesso, nel cimitero di Lioni è arrivata la salma di Sakil Hossein che ha trovato una sistemazione temporanea. Il 26enne bengalese - rimasto vittima dell'incidente alle giostre nel maggio scorso - era all'obitorio del Moscati. Questa mattina è stato accolto dalla comunità di Lioni. In prima fila ad attendere la salma di Sakil il parroco, Don Tarcisio Gambalonga, il sindaco Yuri Giovino e l'avvocato Faustino Liuzzi.
Il cordoglio
In tanti hanno voluto portare un fiore e un lumino acceso a testimonianza dell'affetto nei confronti del 26 anni di origini bengalesi, tragicamente scomparso a causa di un incidente alle giostre durante la festività di San Bernardino. Dopo oltre due mesi trascorsi all'obitorio dell'ospedale Moscati, l'amministrazione comunale ha garantito un loculo all'interno del cimitero di Lioni, consentendo la traslazione del corpo. La sepoltura si è svolta senza cerimonie religiose.
L'accoglienza
"Oggi voglio ringranziare tutta la comunità di Lioni e non solo la comunità di Lioni, ma tutti coloro che sono stati vicini a lui e alla famiglia per questa tragedia immensa" ha detto il sindaco Giovino. "I sentimenti di oggi sono sentimenti anche un po' di tristezza per tutto quello che è avvenuto, è stato un momento che ci ha portati nell'oscurità, abbiamo sepolto un papà, un marito, un figlio" ha detto il parroco. Mentre il legale che assiste la famiglia di Sakil ha detto che "oggi è il momento del dolore, ma il dolore si deve trasformare in memoria e la memoria in ricerca della giustizia". Ad accogliere la moglie di Sakil e la sua bambina Fatima sarà Rosetta D'Amelio.
