di Paola Iandolo
I genitori di Ciro Pettirosso, il detenuto 36enne deceduto nel carcere di Bellizzi Irpino nel febbraio del 2025, chiedono di sapere come è morto e, soprattutto se è stato fatto il possibile per curarlo e proteggerlo. I loro legali rimarcano "se una persona muore quando è affidata alla custodia dello Stato, ogni dubbio deve essere chiarito fino in fondo" sottolineano gli avvocati Amedeo Di Pietro e Vittorio Guadalupi nominati dai genitori di Pettirosso.
Il decesso
Da oltre un anno e mezzo attendono risposte, i genitori di Ciro Pettirosso, detenuto affetto da diabete mellito di tipo 1, morto a 36 anni nel carcere di Bellizzi Irpino, il 7 febbraio 2025. Secondo l'autopsia è stato vittima "di una insufficienza cardio-respiratoria acuta e terminale deteminata da uno scompenso glico-metabolico acuto con ipoglicemia severa" rivelatasi fatale per un soggetto "affetto da diabete mellito tipo 1 cronicamente scompensato".
Le presunte mancanze
Un esito che fa presupporre mancanze nella gestione della patologia. La famiglia Pettirosso, a distanza di un anno e mezzo, chiede alla Procura di Avellino, di accertare se a determinare il decesso di Ciro siano state criticità nella gestione della terapia. Gli aghi, per esempio, che si usano per l'insulina, non erano vietati nel carcere, ma secondo quanto denunciato l'iter per metterli a disposizione dei sanitari era particolarmente complesso e farraginoso malgrado si trattasse di dispositivi indispensabili per un paziente diabetico di tipo 1. Per la famiglia in sostanza è necessario capire se tale procedura abbia concretamente garantito a Ciro la disponibilità degli strumenti più appropriati per la somministrazione dell'insulina e quali dispositivi venissero effettivamente utilizzati dal personale sanitario.
Le domande che attendono risposte
Poi c'è la presenza di THC (il principale componente psicoattivo della pianta di Cannabis) rilevata nel corpo di Ciro, che per la famiglia Pettirosso rappresenta un altro aspetto da chiarire: se ha assunto marijuana, come è arrivata in carcere? Il caso è approdato anche in Parlamento, con un'interrogazione parlamentare alla quale il ministro Nordio ha risposto nel giugno 2025 riferendo che le cause del decesso erano ancora in corso di accertamento.
