di Paola Iandolo
"Se non mi dai i soldi ti scanno... ti ammazzo". "Allora dammi trecento euro di Beatrice vedi come te lo dico bello devo pagare la bolletta della macchina altrimenti ti faccio saltare i denti". Questo il tenore delle minacce avanzata da F.M. nei confronti dell'ex coniuge, difesa dall'avvocato Fabiola De Stefano. L'uomo, già sottoposto al divieto di dimora nel comune e al divieto di avvicinamento alle persone offese, dovrà comparire davanti al Tribunale di Avellino che ha disposto il giudizio immediato nei suoi confronti per le accuse di atti persecutori aggravati nei confronti dell'ex moglie e di minaccia aggravata nei confronti della figlia minore. Giudizio immediato disposto dal giudice per le indagini preliminari Pasquale Cerrone, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marco Auciello. Le condotte contestate all'uomo - difeso dall'avvocato Alberico Villani e Rita Tirri - si sarebbero verificate ad Altavilla Irpina tra il 26 giugno e il 22 luglio 2026.
Le accuse e i messaggi intimidatori
Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe inviato alla moglie, da cui si era separato di fatto il 25 giugno, una serie di messaggi vocali minatori tramite WhatsApp. "Se vengo a sapere che hai dormito a casa di quell'infame ti scanno". Tre giorni dopo invia un secondo messaggio: "Comunque ti ripeto se sei andata a dormire a casa di quell'infame ti scanno sana sana". Minacce rivolte anche nei confronti della figlia maggiore. La vede seduta fuori da un locale di Altavilla Irpina in compagnia di amici e la minaccia "Non ti faccio vedere la giornata di domani, ti metto sul letto e ti castro, chiamo gli assistenti sociali e ti faccio rinchiudere". La ragazza avrebbe avvertito subito la madre e le forze dell'ordine. Per questo episodio l'imputato risponde anche di minaccia aggravata dall'abuso di relazioni domestiche. Il processo per F.M. inizierà il 12 gennaio 2027 davanti al giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Avellino Gennaro Lezzi.
