di Paola Iandolo
Gli hanno dato ospitalità tra Mercogliano e Manocalzati dopo l'omicidio di Colalngo. I due fiancheggiatori - M.P. di Mercogliano e N.L. residente a Manocalzati - del latitante Antonio Aloia alle 11.30 di stamane compariranno davanti al gip di Napoli,Alessandra Grammatica, che ha accolto la richiesta firmata dal pm antimafia Henry Jhon Woodcock e dal Procuratore Aggiunto Sergio Ferrigno. A ricostruire la rete di sostegno e di copertura creata in Irpinia i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che hanno identificato i quattro presunti “fiancheggiatori” (due in carcere e due indagati a piede libero) della latitanza del ras di Acerra, collegati a Bernardo Cava, esponente di primo piano della camorra avellinese, nei giorni successivi all'omicidio di Scisciano. La fuga di Aloia è finita nel dicembre del 2025, dopo circa un anno e mezzo dal mancato rientro in carcere in un appartamento di Gricignano d’Aversa. Il quarantasettenne ras di Acerra doveva scontare 27 anni e 3 mesi di reclusione per associazione mafiosa, detenzione illegale di armi, estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. Nell’ agosto del 2024 aveva approfittato di un permesso premio per far perdere le proprie tracce.
Le indagini
I carabinieri, coordinati dal pm antimafia Henry Jhon Woodcock, avevano sotto controllo alcuni soggetti legati proprio al latitante e presunto killer Aloia e sapevano che “o cines” aveva trovato rifugio in Irpinia, grazie all’appoggio di Bernardo Cava, detto Alduccio, fratello del boss Antonio (detto n’do n’do, detenuto dal 2006 in regime di 41 bis). Le conversazioni tra questi soggetti subito dopo l’omicidio consentono di capire che il 20 dicembre del 2025, tre giorni dopo l’omicidio di Scisciano c’è una consegna dalla zona di San Vitaliano in Irpinia. “Una bomba”, che per gli inquirenti equivale a mille euro. Viene captato che le “bombe” da consegnare a Mugnano del Cardinale sono due. Oltre a queste ci sono anche due telefonini. Per i Carabinieri non ci sono dubbi, quella busta è destinata al latitante. Scatta un servizio di osservazione, controllo e pedinamento sul territorio di Mugnano. I due uomini di Aloia arrivano da San Vitaliano e si fermano in un bar del centro irpino, poco dopo li raggiunge proprio M.P. Questo riceva la busta e si allontana via autostrada per raggiungere un’ abitazione di Mercogliano. Qui c’e’ la svolta nelle indagini sulla fuga di “o cines”.
L'ausilio delle telecamere
E’ cosi i militari dell’Arma decidono di sorvegliare l’abitazione dove si era recato M.P. dopo l’incontro con gli uomini di Aloia. Due telecamere puntate sugli accessi e un GPS sulla vettura, una 159, in uso al ventinovenne avellinese. Alle 17:42 del 23 dicembre 2025, le telecamere dei Carabinieri di Castello di Cisterna, a meno di ventiquattro ore dalla loro installazione, danno subito un riscontro decisivo. Arriva una Bmw nera. A guidarla è N.L.. Insieme a lui c’e’ una donna non identificata. Dopo circa due ore N.L. esce dall’ abitazione. Ha un trolley e due buste, le ripone nel bagagliaio. Esce anche la donna. Qualche minuto dopo esce un uomo, indossa un piumino e ha un cappello di lana in testa, munito di due stampelle, sale in auto dal lato passeggeri anteriore. Sono le celle dei ben quattro cellulari nella disponibilità di M.P. a dare la svolta. Fino al 23 dicembre agganciavano le celle telefoniche della zona di Mercogliano, dopo il trasferimento dall’ abitazione monitorata, invece, le celle del nolano e quelle di Gricignano d’ Aversa dove il latitante viene catturato il 25 dicembre 2025.
Il pizzino con gli indirizzi delle abitazioni in Irpinia
Sei telefoni cellulari, quattro già monitorati dai Carabinieri; una pistola rubata con 13 proiettili nel serbatoio e una scatola con altri venti proiettili: due stampelle, due buste, uno scontrino di una farmacia di Mercogliano rilasciato il 22 dicembre precedente e nella tasca della tuta un biglietto, una sorta di “pizzino” con due indirizzi, quello di Mercogliano dove il 23 dicembre N.L. aveva prelevato l’uomo con stampelle e cappello di lana e un indirizzo di Pietrastornina di cui Aloia aveva le chiavi. Per i Carabinieri non ci sarebbero dubbi, l’uomo che la sera del 23 dicembre accompagnato da N.L. ha lasciato Mercogliano era Antonio Aloia.
