Ancora telefoni cellulari rinvenuti all’interno del carcere di Ariano Irpino e ancora un episodio di violenza ai danni della polizia penitenziaria.
È accaduto intorno alle ore 12, durante una perquisizione ordinaria presso il reparto ex articolo 32, dove gli operatori hanno rinvenuto due telefoni cellulari. Al momento dell’ingresso nella cella è scattata una violenta colluttazione con i detenuti presenti, con conseguenze pesanti per il personale intervenuto.
A farne le spese è stato, in particolare, un commissario di polizia, colpito al torace e accompagnato in ospedale, dove dovrà essere valutata l’entità delle lesioni e la prognosi.
Un altro appartenente alla polizia penitenziaria, impegnato nel contenimento dei detenuti, ha riportato un taglio a un dito, mentre un ulteriore collega ha subito un trauma al polso.
Nel corso dell’intervento sono stati rinvenuti due telefoni cellulari: uno è stato portato nelle camere di sicurezza, mentre l’altro è stato sottoposto agli accertamenti del caso.
"La vicenda - sottolinea il Sappe - evidenzia anche un'ulteriore criticità strutturale dell'istituto: la mancanza di un reparto di isolamento rende di fatto impossibile dare concreta esecuzione alle sanzioni disciplinari nei confronti dei detenuti.
Non è più possibile continuare a gestire una situazione di questa gravità con interventi emergenziali e ordinanze sulla sicurezza che non risolvono i problemi alla radice - denuncia Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria.
Il rinvenimento di telefoni cellulari nelle celle, le aggressioni al personale e l'impossibilità di applicare concretamente le sanzioni disciplinari sono tutti segnali di una situazione che richiede risposte immediate.
La polizia penitenziaria sta garantendo il proprio servizio in condizioni sempre più difficili, ma non può essere lasciata sola a fronteggiare quotidianamente emergenze che sono ormai strutturali”.
Quello che è accaduto ad Ariano Irpino è l’ennesima dimostrazione delle difficoltà operative con cui il personale è costretto a lavorare - aggiunge Marcello Bosco, segretario Sappe di Ariano Irpino.
Gli agenti intervengono per impedire che all’interno dell’istituto entrino o circolino strumenti vietati e finiscono per essere aggrediti. È una situazione inaccettabile. A questo si aggiunge il problema della mancanza di un reparto di isolamento, che impedisce di dare effettività ai provvedimenti disciplinari e rende ancora più complessa la gestione dell’istituto".
Il quadro dell’istituto, secondo il Sappe, è aggravato dal sovraffollamento. A fronte di una capienza regolamentare di 263 detenuti, sono infatti presenti circa 330 persone detenute, mentre una sezione dell’istituto risulta chiusa. Una situazione che aumenta ulteriormente la pressione sul personale e rende ancora più difficile garantire sicurezza e ordine.
"Servono interventi concreti e non soltanto ulteriori disposizioni calate dall’alto - conclude Capece - chiediamo al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Ministero della Giustizia di intervenire con urgenza ad Ariano Irpino, affrontando contestualmente il problema del sovraffollamento, della carenza degli spazi detentivi, della sicurezza interna, del contrasto all’introduzione dei telefoni cellulari e della possibilità di applicare effettivamente le sanzioni disciplinari.
La sicurezza degli istituti e l’incolumità del personale devono tornare a essere una priorità concreta dell’amministrazione".
