di Paola Iandolo
Furti di auto tra Forino e Montoro: in giornata è attesa la sentenza per cinque imputati, tutti giovanissimi. Alle ore 12 inizieranno le discussioni dei difensori dei cinque per i quali il pubblico ministero ha chiesto diciotto anni e sei mesi di reclusione. Al termine delle discussioni - per il processo celebrato con rito abbreviato ai componenti del gruppo accusato di aver messo a segno ventitré furti di auto nella zona montorese - il gup si ritirerà in camera di consiglio e nel pomeriggio potrebbe già arrivare il verdetto.
Il giudizio immediato
Il pm della Procura di Avellino Chiara Guerriero, aveva chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Avellino il processo con “rito immediato” nei confronti dei cinque imputati per cui era stata applicata la misura cautelare. Nelle precedente udienza sono arrivate le richieste di condanna nei confronti del ventenne di Fisciano a capo della banda che metteva a segno i furti: per V.D.P. sono stati chiesti quattro anni e sei mesi difeso dall’avvocato Matteo Raffaele Fimiani del Foro di Avellino, 4 anni di reclusione per M.P. residente a Terzigno, difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro, 3 anni e 6 per T.F. di Fisciano, difeso dall’avvocato Alberico Galluccio e per S.D.C. di Montoro, difeso dall’avvocato Luca Sangiovanni del foro di Napoli, tre anni per T.D. di Montoro, difeso dall’avvocato Michele Florimo.
Le accuse
L’accusa principale nei confronti dei cinque destinatari della misura cautelare è quella di associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati contro il patrimonio (furti pluriaggravati tentati consumati 2 autoriciclaggi), ricoprendo diversi compiti e ruoli ed in particolare il ventenne V.D.P avrebbe diretto ed organizzato l’associazione, si sarebbe anche reso responsabile materialmente, in concorso con gli altri indagati, dei furti di autovettura. Al ventenne anche il ruolo di individuare le auto da rubare, impartendo
telefonicamente le disposizioni e dei raid sarebbe anche stato notiziato tempestivamente dagli altri indagati al termine dei furti. Secondo le accuse in alcune occasioni avrebbe provveduto anche a smontare i pezzi dalle autovetture rubate. T.F e S.D.C realizzavano matcrialmente i furti, stesso ruolo per F.T che oltre al compimento materiale dei materiali det furti faceva anche da procacciatore dei veicoli rubati. Infine P.M, che avrebbe fornito ai materiali esecutori dei furti, le centraline utilizzate per asportare i veicoli con l’ inserimento nelle porte ODB (una presa che si trova al volante per diagnosticare problemi con centralina) dei veicoli, fornendo anche indicazioni utili per la riuscita dei colpi. Quattordici dei ventitrè furti contestati sono stati dichiarati improcedibili per mancanza di querela e sono stati richiamato solo ai fini della prova per l’associazione.
