di Andrea Fantucchio
La Procura sigilla la scuola media Enrico Cocchia di Avellino. Il sequestro preventivo è stato disposto mezz'ora fa.
Abbiamo appreso la notizia da i genitori imbestialiti degli alunni che hanno contattato Ottopagine. Inutili quindi le rassicurazioni di qualche settimana fa.
Col comune che aveva fatto partire la richiesta di dissequestro dopo la chiusura del terzo piano per un problema al sistema elettrico. Richiesta rigettata. Ora quest'ulteriore provvedimento.
"Quanto sta accadendo - ha commentato il consigliere d'opposizione e genitore di alcuni alunni, Gianluca Festa - non lo commento neanche più. Mentre l'amministrazione ci rassicurava per la richiesta di dissequestro del terzo piano, ora ci troviamo questa sorpresa. Giudicate un po' voi. Da genitore sono davvero amareggiato".
Tutto era iniziato il venerdì 7 ottobre. Mentre in comune si discuteva sulla permanenza del sindaco, i carabinieri avevano eseguito in mattinata i primi controlli su disposizione degli inquirenti della Procura del tribunale.
Poi nella serata le verifiche del comando dei vigili del fuoco.
I magistrati avevano iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Avellino, Paolo Foti, e l'assessore dimissionario ai lavori pubblici, Costantino Preziosi.
L'ipotesi di reato avanzata nei confronti dei due amministratori, è quella di omissione in atti d'ufficio. Le indagini riguardano la staticità dell'edifico scolastico. Le polemiche erano già iniziate in concomitanza con l'apertura delle scuole.
Alcuni genitori avevano sollecitato controlli per accertare se la struttura fosse del tutto in regola con le norme anti-sismiche. Sulla questione il comune di Avellino si era già pronunciato, ritenendo che tutto fosse in regola e in perfetta sicurezza.
Una decisione che però non aveva trovato del tutto d'accordo il provveditore agli studi di Avellino, Rosa Grano, che spingeva invece per il trasferimento preventivo degli alunni presso altre sedi.
Alla fine, dopo i controlli dei vigili del fuoco e del tecnico della Procura, era arrivato il sequestro del terzo piano della Cocchia per un problema al sistema elettrico. Quindi la corsa contro il tempo del comune. E la successiva richiesta di dissequestro rigettata.
Adesso quest'ulteriore disposizione della Procura. Cosa ha spinto gli uomini delle forze dell'ordine ad agire in questo modo?
Intanto, pochi minuti fa, alle 16,40 i carabinieri sono arrivati negli uffici del comune di Avellino. Insieme a loro anche gli inquirenti della procura. Sono rimasti dentro per più di un'ora.
Alla spicciolata sta giungendo il personale scolastico della Cocchia. Prima sono stati fatti salire i custodi dell'edificio scolastico. Poi è stata la volta dei professori giunti a gruppetti.
Quindi è toccato alla dirigente, Silvana Mauriello, arrivare al comune. Intanto per adesso non arriva alcuna novità dal secondo piano dove la giunta al completo, eccetto Geppino Giacobbe assente per motivi familiari, si è riunita per parlare proprio della chiusura della Cocchia.
La riunione consiliare è terminata da dieci minuti.
Sarà il nuovo plesso di San Tommaso terminato quest'estate ad ospitare i novecento ragazzi della Cocchia oggi sigillata. Ci saranno dei doppi turni per gestire l'afflusso di alunni.
L'edificio attende solo il collaudo.
Questa la soluzione emersa dalla riunione straordinaria in comune indetta oggi pomeriggio.
Dopo che l'edificio scolastico era stato chiuso dagli uomini della Procura che hanno fatto anche visita al comune per acquisire ulteriori documenti relativi all'edificio.
“Sarà una soluzione pessima – spiega un padre, Euro Perni – che creerà anche un precedente. Ora immagino che i genitori degli alunni che frequentano altre scuole di Avellino chiederanno chiarezza sulla tenuta degli edifici scolastici. E ci mancherebbe”.
