Ariano: le opere di Carmine Grasso, modello di inclusione e tecnologia nel mondo

Rendere l'arte accessibile a tutti, partendo dai non vedenti. Ecco come

ariano le opere di carmine grasso modello di inclusione e tecnologia nel mondo

Le aree interne e i suoi talenti...

Ariano Irpino.  

"Sentire mia mamma a 90 anni dire: ho visto mio figlio alla Rai! Non ha prezzo". E' l'emozione dell'artista arianese Carmine Grasso, finito sotto i riflettori internazionali, grazie al noto programma "Il bello che c'è" curato da Federica Bambagioni.

La diretta, nel suo laboratorio di arte e tecnologia, per presentare l'opera "Il viaggio" digitalizzata con scanner 3D di ultima generazione e riprodotta con tecniche innovative di riproduzione additiva.

Un modello di inclusione inedito, di grande impatto anche per i non vedenti. Lo scopo principale delle opere è questo. Rendere l'arte accessibile a tutti. L'opera pensata per ipovedenti, attraverso il tatto e una guida audio consente di "ammirarla" mediante le mani, l'ascolto e un cuscino sensorizzato che al semplice gesto di sedersi ne attiva la narrazione.

E' qualcosa di davvero affascinante. Un percorso che Grasso, definisce dualismo: formale interpretativo e allegorico. Tra i sogni futuri, la partecipazione all'Atlante di arte contemporanea 2026 e con lui Ariano sarà davvero protagonista. E intanto il lavoro di sperimentazione del giovane talento arianese prosegue.

"L'opera per me più bella del maestro Carmine Grasso - scrive Roberta Grasso - raffigura il rapimento di Lucia (Promessi sposi) . Lei senza volto rappresenta ogni donna trasformata in emblema universale delle donne vittime di violenza mentre i bravi sono illustrati con mani non compiute, segno che l’uomo deve disarmare il proprio agire e rifiutare ogni forma di violenza".