Quando scompare un simbolo, resta sempre un vuoto difficile da colmare e la morte di Zio Carlo ne è la riprova. Una domenica triste e sottotono per gli arianesi, molto legati a quest'uomo dagli occhi azzurri che ha saputo farsi voler bene da tutti, per quel suo modo semplice, schietto e diretto di confrontarsi su ogni problema senza mai far mancare una battuta simpatica e un sorriso. Ma se si arrabbiava era sua abitudine abbandonare subito tutti per poi rirornare il giorno dopo allo stesso posto, con gli stessi amici, senza portare però mai rancore.
Davanti all'edicola di Pasquale Gallo le sue chiacchierate più lunghe e l'immancabile autostop per raggiungere Piazza Plebiscito. "Pe la violenza ci vole lu fisico" una delle sue frasi che resteranno mitiche come ha ricorda su facebook Mirko Squarcio, oppure aggiunge Roberto Melito: "Cu la capo mia e lu fisicu tuio potemmo cumandà lu munno."
Tantissimi i ricordi e le attestazioni di affetto, Renato Maria Mazza: "Ho accolto la notizia con il sangue che lentamente si è raggelato! Per un attimo sono rimasto basito, senza parole, quasi inerme! Caro zio Carlo, dopo lo shock iniziale, ho ripensato a tutti i momenti meravigliosi e stupendi che ho vissuto in tua compagnia! I tuoi incredibili ed espressivi occhi azzurri, il sorriso sempre stampato sul volto, avevi sempre un consiglio utile per tutti, non eri mai banale e quando ti arrabbiavi era soltanto perché chi litigava con te non meritava di esserti amico! Eri come un secondo padre per me e conserverò ad imperitura memoria il tuo dolce ricordo qui nel mio cuore! Ciao, zio Carlo! Buon viaggio!"
Oggi pomeriggio alle 15.30 l'ultimo affettuoso saluto della città nella chiesa di San Pietro Apostolo in via Guardia.
Gianni Vigoroso
