Confessava i giovani nei pub ad Ariano: Emilio Chianca ricorda don Carmelo

"Rircordarlo, è il minimo per la smisurata quantità di bene elargito nel suo tempo terreno"

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Conosciuto e noto a tutti, da sempre come il prete di strada. Instancabilmente al fianco dei giovani soprattutto la notte e in prima linea contro la droga, che ha sempre definito il flagello dei ragazzi...

Ariano Irpino.  

Miracolo è uno straordinario e meraviglioso intervento, imprevisto, nella nostra terrena esistenza, normale e prevedibile. Giustamente i miracoli si attribuiscono e si aspettano da figure di uno spessore umano di livello eccelso e di enormi qualità umane e sociali.

Ad un livello inferiore, ma pur sempre degno di ammirazione e di emulazione, si trovano individui che hanno fatto della loro esistenza un magnifico percorso di fede e di coerenza cristiana.

In questo "prato" umano di religiosità e di amore per il prossimo, continua a profumare ed a produrre frutti di carità il fiore dell'esistenza di un Sacerdote secondo il cuore di Cristo, Don Carmelo Nunno, il quale oggi avrebbe ancora una volta ringraziato il Signore di averlo portato nel mondo e di averlo donato a noi.

A ricordarlo è Emilio Chianca, archivio storico della città, particolarmente legato al prete di strada tanto amatp dai giovani.

Nato il 23 gennaio 1931. Prete simbolo di Ariano Irpino, per oltre sessant’anni. La sua ordinazione è datata 8 dicembre 1956. Fu la piccola contrada di Vascavino, la sua prima parrocchia.  Sedici anni poi nell’altro versante a Santa Barbara e ben trentotto in quella di San Giovanni Battista, di cui undici in contemporanea alla guida anche della comunità di Maria Santissima del Monte Carmelo, nel rione San Rocco.

"Il suo apostolato a servizio degli ultimi, degli umili, dei giovani e delle famiglie lo ha visto tante volte asciugare lacrime, aiutare in silenzio anime sofferenti, consolare, ricucire strappi nei vestiti e nei cuori.
Non ha ridato vite, ma ha impedito che tante se ne perdessero nei meandri oscuri delle solitudini, dei peccati, delle dipendenze.

Spese tutto, letteralmente, per riportare anime sulla strada del bene. Sono stato testimone di molto suo agire umano e sociale, ma sono certo di non conoscere affatto il mondo che gli si apriva durante le confessioni, che lui considerava ingresso principale per la Redenzione.

Ricordarlo sempre, soprattutto oggi, è un minimo doveroso ringraziamento per la smisurata quantità di bene elargito nel suo tempo terreno. Beati quelli che hanno conosciuto ed amato Don Carmelo, buono e fedele servo dell' umanità".