Dimensionamento, Franza: "Spieghiamolo come se fossimo a tavola, in famiglia"

"Creare due Poli non significa costruire muri. Il dimensionamento è carta, e non cemento"

dimensionamento franza spieghiamolo come se fossimo a tavola in famiglia

"Creare due Poli non significa costruire muri. Significa dare alla vocazione liceale e a quella tecnica lo spazio giusto per crescere"

Ariano Irpino.  

 

“Cos'è davvero il dimensionamento scolastico? Spieghiamolo come se fossimo a tavola, in famiglia.

Togliamoci subito un peso: non significa chiudere le scuole. Non significa mettere i lucchetti ai cancelli. Il dimensionamento non tocca i muri, tocca le carte. Riguarda solo l'organizzazione degli uffici, le dirigenze, la burocrazia".

Una lettera indirizzata alla città da parte del sindaco Enrico Franza sulla quesione rovente che riguarda il dimensionamento scolastico. 

"Le norme nazionali ci impongono dei numeri precisi. Se non hai quei numeri, perdi l'autonomia. Ma per i vostri figli non cambia nulla. Non cambia l'aula, non cambia il compagno di banco, non cambia il professore. La campanella suonerà alla stessa ora.

Una parentesi doverosa sulla nota del Ruggero II.

Mi è stato dato dell'autoritario. L'autoritarismo non mi appartiene, non sta né in cielo né in terra. La delegazione del Ruggero II l'ho accolta, le porte del mio ufficio si sono aperte, come succede ogni giorno, con tutti. Ma in quell'incontro è successo un fatto grave. Una professoressa mi ha accusato di aver agito per calcolo elettorale. E sapete qual è la sua tesi? Che avrei penalizzato il Ruggero II perché la maggior parte degli studenti viene da fuori Ariano, e quindi le loro famiglie non votano. Questa è una follia. È un ragionamento che francamente mi intristisce. Pensare che un sindaco pesi il valore di uno studente in base al certificato elettorale dei genitori è un’offesa alla mia dignità. Chi mi conosce sa come sono fatto. Sa che agisco con il cuore, per il bene di Ariano, mai per interesse di bottega. Posso accettare le critiche politiche, ma quando viene toccata la mia integrità morale, non riesco a soprassedere.

Ecco perché ho alzato la voce. E me ne scuso per i modi. Ma non per la reazione. Perché ho reagito come avrebbe fatto qualunque persona onesta. Come chiunque, in coscienza, agisca nell'esclusivo interesse della città e non accetta di essere infangato.

Ma per me il capitolo è chiuso qui. Le porte restano aperte. Come sempre. Per tutti. Torniamo però adesso alla sostanza.

I numeri non mentono mai.

Oggi, ad Ariano, nessun Istituto Superiore, da solo, regge i coefficienti nazionali. Nessuno ha i numeri per stare tranquillo. Perché abbiamo sostenuto la decisione della Regione proprio sulle Superiori? Perché se fossimo rimasti fermi, fra non molto sarebbe arrivata una mannaia dall'alto. Avremmo subito l'ennesimo accorpamento forzato, senza logica.

Noi abbiamo anticipato i tempi. Abbiamo scelto di governare i processi, non di subirli, perché questo è il ruolo della politica. Abbiamo gettato le basi per la nascita di due Poli scolastici forti: uno Liceale e uno Tecnico.

Qualcuno ha detto che certi accorpamenti del passato erano "inevitabili". Falso.

Se noi oggi, dei due tagli previsti per legge, ne abbiamo scongiurato uno, che poi ha interessato gli istituti di Avellino, significa una cosa sola: l'inevitabile non esiste. Esiste solo la volontà politica.

C'è chi governa e chi si nasconde dietro la burocrazia. Il vero calcolo elettorale è l'ignavia. È restare immobili per non scontentare nessuno. Noi, invece, abbiamo scelto la responsabilità. Adesso guardiamo avanti.

Creare due Poli non significa costruire muri. Significa dare alla vocazione liceale e a quella tecnica lo spazio giusto per crescere.

Ragazzi, non stiamo separando i destini: stiamo potenziando i talenti. Genitori: state tranquilli. Il dimensionamento è carta, e non cemento. Ai Professori invece chiedo un patto di lealtà. I ragazzi devono sentire fiducia, non paura.

Non abbiamo scelto la via più facile. Ma abbiamo scelto l'unica via giusta per il futuro di Ariano. Un abbraccio". Fin qui la lettera indirizzata alla città da parte del sindaco Enrico Franza.