«Gambardella despota, non regge il confronto democratico»

L'intervista al dottor Luca Soviero, l'ex vice sindaco di Visciano "cacciato" dalla Giunta

Visciano. «Ho chiesto al sindaco di ricompattare la maggioranza per non dissipare quello che di buono abbiamo fatto sino ad oggi. Per tutta risposta, Gambardella mi ha revocato le deleghe». Comincia così il dialogo che abbiamo avuto con l'ormai ex vice sindaco di Visciano, Luca Soviero. "Ex" perché il primo cittadino Gambardella ha deciso di allontanare dalla Giunta sia lui che l'assessore Giovanni Trinchese. Un atto che apre di fatto la crisi al Comune dando il là ad una serie di risvolti politici, tra i quali non è da escludere anche la fine anticipata della consiliatura rispetto alla sua scadenza naturale fissata per maggio 2017.

«In una dialettica democratica si è sempre legittimati ad esprimere il proprio pensiero - prosegue Soviero - La scelta del sindaco è stata del tutto arbitraria. Mi porti gli atti in cui avrei espresso dissenso verso il suo operato mostrando così scarsa lealtà nei suoi confronti».

L'ex vice sindaco svela anche un retroscena. Lo strappo si sarebbe consumato definitivamente nel corso di una riunione di maggioranza tenutasi la sera del 23 ottobre. «Gambardella ci ha convocato per verificare se ci fossero numeri e ragioni per proseguire il mandato. Ha letto un documento, affermando di sentirsi offeso per alcune dichiarazioni dell'assessore Trinchese, contenute tra l'altro in una missiva privata. Sono intervenuto per dire la mia, evidenziando come la critica costruttiva, anche all'interno di uno stesso gruppo, foreggi la democrazia ed è foriera di buoni propositi nell'interesse comune. Il sindaco non ha preso minimamente in considerazione il mio ragionare e qualche giorno dopo, come un fulmine a ciel sereno, mi ha revocato le deleghe».

Le conclusioni di Soviero sono scontate. «Piuttosto mi sarei aspettato le sue, di dimissioni - aggiunge - E' chiaro, quindi, che il sindaco non regge il confronto democratico, preferendo invece imbavagliare il libero pensiero. Vorrà dire che ce ne torniamo tutti a casa».

 

Rocco Fatibene