Avellino, emergenza idrica in Carcere, vertice in Comune: "Presto soluzioni"

Cavallo (Libertas Ets): più tutele per i detenuti per i loro diritti essenziali

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Avellino.  

Casa Circondariale di Bellizzi Irpino: positivo il confronto con l’Amministrazione Comunale. Il Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania chiedono interventi immediati anche per i familiari dei detenuti.

L'incontro

Il Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania, nella persona della Presidente Dott.ssa Claudia Cavallo, rendono noto di aver avuto un costruttivo incontro istituzionale con il Consigliere Nacca e con il Vicesindaco D’Agliase, a seguito dell’ampia eco mediatica suscitata dalle criticità riscontrate presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino.

"Desideriamo esprimere il nostro apprezzamento per la disponibilità e l’atteggiamento collaborativo dimostrati dall’Amministrazione comunale, che ha ritenuto opportuno aprire un confronto immediato sulla situazione. Il dialogo tra istituzioni rappresenta sempre il primo e più importante strumento per affrontare e risolvere problematiche che incidono sulla dignità delle persone. Nel corso dell’incontro ci è stato riferito che il Sindaco ha già preso contatti con la Direzione dell’istituto penitenziario. Secondo quanto comunicato, sono in fase di ultimazione i lavori per la realizzazione di una vasca di accumulo dell’acqua che consentirà di creare una riserva idrica, con l’obiettivo di porre fine, nel più breve tempo possibile, ai gravi disagi legati all’approvvigionamento dell’acqua all’interno della struttura.

Disagi per i parenti dei detenuti

Pur prendendo atto con favore di questo importante passo, il Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania hanno ritenuto doveroso portare all’attenzione dell’Amministrazione comunale un’ulteriore e grave problematica, riguardante le condizioni in cui vengono accolti i familiari dei detenuti durante l’attesa dei colloqui.

"Abbiamo rappresentato una situazione che riteniamo incompatibile con i principi di dignità e tutela della persona: parenti costretti ad attendere all’interno di un container esposto a temperature elevatissime durante il periodo estivo, privo di condizioni ambientali adeguate, con un distributore automatico non funzionante, acqua disponibile soltanto in bottiglie ormai calde, servizi igienici di tipo provvisorio, analoghi a quelli utilizzati nei cantieri, privi persino di un lavabo con acqua corrente, in evidente contrasto con i più elementari standard igienico-sanitari. In tale contesto attendono il proprio turno donne, uomini, persone anziane e bambini, costretti a permanere per tempi anche prolungati in condizioni che non possono essere considerate accettabili in uno Stato di diritto. - piega Cavallo -"-

"Accogliamo con favore l’impegno assunto dal Vicesindaco, che ha annunciato una verifica personale delle condizioni denunciate dalla sottoscritta, al fine di accertare direttamente quanto segnalato e valutare gli interventi necessari. Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, bensì contribuire concretamente alla soluzione dei problemi attraverso un confronto serio e responsabile con tutte le istituzioni coinvolte. - spiega Cavallo -.

Ribadiamo che la tutela dei diritti fondamentali riguarda tutti: i detenuti, il personale penitenziario e anche i loro familiari, che non possono subire ulteriori sofferenze a causa di carenze strutturali e organizzative. Ringraziamo il Consigliere Nacca, il Vicesindaco D’Agliase e l’Amministrazione comunale per la disponibilità dimostrata e confidiamo che alle interlocuzioni istituzionali seguano interventi rapidi e concreti. Il Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania continueranno a monitorare la situazione, con spirito costruttivo ma con la determinazione che da sempre contraddistingue la loro azione a tutela dei diritti umani e della dignità delle persone.
Mi batterò semprDesidero ribadire, quale Presidente del Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e dell’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania, che il nostro impegno proseguirà con determinazione affinché siano garantiti i diritti e la dignità di tutte le persone che, a vario titolo, vivono quotidianamente la realtà della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino.

La nostra azione sarà rivolta alla tutela dei detenuti, dei loro familiari e di tutto il personale della Polizia Penitenziaria che svolge con professionalità, senso dello Stato e spirito di servizio il proprio delicato compito, spesso operando in condizioni strutturali e organizzative estremamente difficili. Le criticità di un istituto penitenziario non possono e non devono ricadere su chi ogni giorno lavora con dedizione e nel rispetto della legalità.

Le carenze

È altresì doveroso evidenziare come, troppo spesso, le visite istituzionali si limitino ad affrontare il tema del sovraffollamento, certamente rilevante, trascurando però numerose altre criticità che incidono in maniera altrettanto grave sul rispetto dei diritti fondamentali. Parliamo delle carenze sanitarie, della difficoltà di accesso alle cure specialistiche, dell’insufficienza del personale medico e infermieristico, della gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche, della continuità terapeutica, delle condizioni materiali di vita all’interno dell’istituto, della persistente emergenza idrica, nonché delle condizioni in cui sono costretti ad attendere i familiari durante i colloqui.

Guardia alta

Un sistema penitenziario si misura non soltanto dal numero delle persone detenute, ma soprattutto dalla capacità dello Stato di garantire condizioni conformi ai principi costituzionali, alla dignità della persona e alle norme nazionali e internazionali in materia di diritti umani. Per questo motivo il Movimento Nazionale L.I.B.E.R.T.A.S. e l’Osservatorio Penitenziario Libertas Campania continueranno a svolgere un’attività di monitoraggio, ascolto e interlocuzione istituzionale, formulando proposte concrete e segnalando ogni situazione meritevole di attenzione, nella convinzione che il carcere debba essere un luogo di legalità, sicurezza, cura e rieducazione, e non di abbandono o di compressione dei diritti fondamentali.". Conclude Cavallo.