Rievocazione storica del dono delle sacre spine sotto i riflettori nazionali

Delegazioni giunte da varie città italiane ad Ariano Irpino promuovono l'evento

La nota ufficiale diramata da Dmo luoghi del medioevo ets sullo straordinario evento di Ariano Irpino, tra i più suggestivi e tradizionali in Italia...

Ariano Irpino.  

Un trentennale col botto. Ha sbalordito tutti la rappresentazione scenica dell'incendio della città che ogni anno avviene in occasione della rievocazione storica del dono delle sacre spine. E' la storia che si rievoca. Ma quella di quest'anno, verrà sicuramente ricordata come una delle migliori edizioni grazie all'intuito dell'associazione guidata da Giancarlo Sicuranza e il suo validissimo team. E' stato il consigliere comunale Mimmo Gambacorta che di edizioni ne ha viste nelle vesti di sindaco e presidente della provincia di Avellino, il primo a congratularsi con gli organizzatori dello straordinario evento ieri sera in una piazza gremita fino all'inverosimile. Un nuovo bagno di folla dopo la notte bianca e nessuna falla nel servizio d'ordine diretto dal vice questore Giulio Masini supportato da un impeccabile security e safety.

I protagonisti del successo: 

Spettacolo teatrale compagnia accademia creativa, compagnia La Fermata. Armigeri, La Rosa e la spada La Fenice d’acciaio.

Ospiti  Medieval Italy 

Presidente della Dmo dei luoghi medievali, Renato Chiti.

Presidente del consiglio del comune di Narn,  Michele Francioli.

Presidente associazione regionale rievocazioni storiche Lazio, Antonio Tempesta.

Presidente associazione regionale Toscana rievocazioni storiche, Roberta Benini.

Presidente centro studi culturali Carlo I d’Angiò scurcola Marsicana, Lorenzo Fallocco.

Vice presidente centro studi culturale Carlo I d’Angiò, Rosa Giammarco.

Ecco la nota ufficiale diramata stamane da Dmo luoghi del medioevo ets sullo straordinario evento di Ariano Irpino, tra i più suggestivi e tradizionali in Italia.

Nella splendida cornice della trentesima edizione della rievocazione storica del dono delle santissime spine della corona di Cristo da parte di Carlo d’Angiò al vescovo Pellegrino, che si ritiene sia avvenuto nel 1269 quale premio per la fedeltà alla causa del Papa e per la sofferta distruzione della città ad opera di Manfredi di Svevia e dei Saraceni di Lucera, Ariano Irpino ha ospitato la roadshow dei rappresentanti della Dmo luoghi del medioevo Ets, un’associazione pubblico-privata costituita da amministrazioni comunali e associazioni di rievocazione storica distribuite su cinque regioni, che porta avanti le istanze della rete delle città medievali italiane, un sodalizio nato nel 2020 per la valorizzazione, promozione, tutela e salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale di retaggio medievale.

La nuova Dmo, costituita ad ottobre 2025 in continuità e su volontà della rete, qualifica e promuove i luoghi e le rievocazioni associate attraverso il marchio Medieval Italy, che identifica destinazioni ed esperienze di autentico medioevo italiano. In particolare, la Dmo coordina un progetto nazionale volto alla definizione, osservazione e sviluppo del turismo storico e rievocativo (sulla scia della legge n. 152 del 7 ottobre 2024) che nel 2027 prevede la messa in opera del primo censimento, mappatura e geolocalizzazione dei luoghi medievali italiani. In questo percorso la Dmo è affiancata da due partner di eccezione: l’Icpi, istituto centrale per il patrimonio immateriale del ministero della cultura ed Enit Spa.

L’associazione rievocazione storica del dono delle santissime spine che dal 1997-98 organizza e promuove la manifestazione, è socio fondatore della Dmo Luoghi del Medioevo e in quanto tale costituisce un importante e ben qualificato presidio territoriale del progetto, interpretando con efficacia e adeguato profilo storiografico e filologico un ruolo da attore protagonista nell’articolazione di un processo partecipato con la comunità locale finalizzato all’elaborazione di un modello di sviluppo turistico-culturale per il proprio territorio (da estendere all’intero Mezzogiorno), obiettivo primario, su scala nazionale, della DMO e della Rete.

In questo contesto geografico e temporale che vide l’ultimo atto della potenza sveva in Italia cedere il passo alla dominazione angioina, il patrimonio monumentale di Ariano Irpino con le sue emergenze dense di significato, tra le quali la cattedrale di Santa Maria Assunta, custode della teca delle Sacre Spine e il Castello normanno, antico maniero di Ruggiero II, i suoi musei, tra cui quello civico della ceramica di Palazzo Forte, uniti al suo patrimonio immateriale, con le numerose iniziative di rivitalizzazione della memoria identitaria della comunità, tra cui il recente studio sull’araldica e vessillologia angioina che ha assegnato un “vessillo” a ciascuna delle 27 contrade, rispondono pienamente ai paradigmi richiesti per la candidatura a “luogo medievale eccellente”,  qualificando l’esempio di Ariano Irpino quale buona pratica in Campania per un marketing territoriale fondato sull’approfondimento storico, in quella logica di sostenibilità e salvaguardia tipica delle “comunità patrimoniali” tanto care alla Dmo e alla rete delle città medievali, dietro l’attento monitoraggio dell’istituto centrale per il patrimonio immateriale.