di Raffaela Manduzio assessore comune Ariano Irpino
In questi giorni leggo diverse segnalazioni e lamentele sulle condizioni della nostra città, delle periferie e delle aree rurali. Leggo anche il richiamo alle cose annunciate in campagna elettorale e non ancora realizzate. Non penso affatto che le critiche vadano ignorate, anzi, quando sono costruttive, sono legittime e possono essere uno stimolo importante per chi amministra e sono la prima a riconoscere che tutto è migliorabile e che tutto è perfettibile.
Ma credo sia altrettanto importante spiegare che la macchina amministrativa non si muove con i tempi dei social e che un intervento che può sembrare semplice, spesso richiede sopralluoghi, verifiche, risorse, progettazione e, infine, realizzazione.
Anche la manutenzione ordinaria ha tempi e procedure che non possono essere saltati, perché quando si amministrano risorse pubbliche, non esistono scorciatoie. Ariano, poi, ha un territorio vastissimo e complesso e garantire una manutenzione capillare e costante non è semplice.
Dobbiamo avere anche l’onestà di riconoscere che molte delle criticità che oggi affrontiamo non sono nate ieri, ma sono problemi accumulati nel tempo, non lo dico per cercare colpe nel passato e nemmeno per sottrarci alle nostre responsabilità, lo dico perché amministrare significa prendere in carico ciò che si eredita e farsi carico di trovare le soluzioni.
Noi lo stiamo facendo, cercando di affrontare le criticità una dopo l’altra, secondo le priorità, le risorse disponibili e i tempi necessari. Alcuni interventi possono essere realizzati in tempi più brevi, altri richiedono, inevitabilmente, tempi più lunghi.
Detto questo, credo sia arrivato anche il momento di recuperare un po’ di equilibrio nel modo in cui raccontiamo Ariano. I social sono uno straordinario strumento di partecipazione, non devono diventare soltanto il luogo della lamentela, del consenso facile, del “like” conquistato attraverso la fotografia di ciò che non funziona.
Una città non diventa migliore attraverso la contrapposizione permanente e la mortificazione costante, ogni volta che mostriamo esclusivamente ciò che non funziona, finiamo per restituire a chi legge, soprattutto a chi ci guarda da fuori, l’immagine di una città che non merita di essere valorizzata.
Ho sempre affermato che Ariano meriti molto di più, deve essere criticata quando serve, certo, ma soprattutto raccontata per ciò che è, per ciò che ha e per ciò che può diventare e tutti dovremmo chiederci non soltanto “cosa fa l’Amministrazione?”, ma anche “cosa posso fare io per la mia città?”
Osservare le regole, avere cura degli spazi pubblici, rispettare il lavoro degli altri, contribuire a una socialità più civile!!!
Per questo, invito chiunque abbia una segnalazione a utilizzare i canali istituzionali e a venire a parlarne con il sindaco Mario Ferrante, gli assessori, i consiglieri e gli uffici, sempre disponibili ad ascoltare, verificare e, dove possibile, intervenire, perché se è vero che non tutto può essere risolto immediatamente, tutto ciò che è nelle nostre possibilità verrà affrontato con serietà, attenzione e responsabilità.
Chiedo, quindi, soltanto un po’ di pazienza e un po’ di fiducia, i problemi si possono fotografare in un istante, per risolverli, invece, servono tempo, risorse e soprattutto lavoro.
Ora abbiamo innanzitutto bisogno di ritrovare il senso di appartenenza a una comunità che non deve essere divisa tra chi governa e chi giudica, ma unita dall’obiettivo comune di stare meglio.
Ariano non appartiene a chi la governa oggi, né a chi la critica sui social. Ariano appartiene a tutti noi. E una città che appartiene a tutti non si mortifica, non si divide, si cura e si rispetta, insieme.
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